One Piece Unlimited Cruise SP

by Matteo Romano 2. aprile 2012 14:57

 



Ogni volta che senti parlare di One Piece smetti di capire tipo... Ogni cosa.
E poi solitamente il passo successivo è comprare qualsiasi boiata esca in fumetteria o simili.
Del tutto comprensibile, e chiunque non si trovi d'accordo PUO' CHIUDERE QUESTA RECENSIONE. ADESSO.

Non ve ne siete ancora andati? Bene, vuol dire che siete dei degni fan.

Il fatto è che One Piece Unlimited Cruise SP non è solo una S(uper)P(resa in giro), ma soprattutto un titolo per fanboys. Perché bisogna essere fanboys per comprare un gioco ridotto alla metà di ciò che era la versione originale giapponese (One Piece Unlimited Cruise SP in Giappone comprendeva infatti entrambi gli episodi della serie originariamente uscita per Wii più le altre modalità di gioco).

Ma alla fine siamo un po' tutti fanboys di One Piece, e quella scatola con il pupazzetto di Ace in omaggio ti sembra sempre più convincente.
Bam, alla fine lo compri: Colori sparati a mille, musichetta allegra e voice acting giapponese. Porca vacca sembra promettere davvero bene!


Graficamente non è che sia tutto 'sto granché, ma alla fine poco ci importa, è un gioco con grafica cartoon, importato dalla Wii (che come tutti ben sappiamo è la più scarsa tra le consoles next-gen), non ci aspettavamo mica il graficone dell'anno.
Bisogna però riconoscere che il 3D è stato convertito a livelli eccelsi, il livello di profondità è così ben accentuato che inizia ben presto a girarmi la testa (capita solo a me?)

Mettiamo che decidi di testare prima l'episodio di Marineford (e visto che siamo tutti fanboys qui mi aspetto che sappiate di cosa sto parlando, altrimenti esiste l'efficiente servizio arretrati della Star Comics): Bella l'intro, vieni subito catapultato in mezzo alla baraonda della battaglia e lo scontro comincia.


(Perchè Boa Hancock meritava di comparire in questa recensione... Non si discute)

 

Sei tutto preso e gasato, ma dopo aver premuto a casaccio un po' di tasti ed aver capito come funziona giunge la fatidica domanda: "Hmmm, tutto qui? Cioè posso fare solo queste mosse? E che due cocomeri 'sti punti stamina, mi finiscono subito"
Insomma non è che ti colpisca alla grande, ma gli scontri sono talmente brevi che nel giro di neanche un'ora l'hai già finito.
E piangi per l'ennesima volta, perché chi non ha pianto è pregato di lasciare la pagina come i suoi predecessori a inizio recensione.




Comunque non è che dopo questa scoperta parti molto motivato, però ormai gliel'hai dati quei 45 euro, tanto vale dargli un'altra chance.
La portata principale si presenta un po' come uno dei tanti lungometraggi animati spin-off (e del tutto avulsi dalla trama originale) dell'anime.
Mentre la ciurma naviga si imbattono in uno strano evento meteorologico/climatico e al termine di questo si trovano su qualche isola sperduta, la quale sarà l'epicentro di una nuova avventura per la strampalata ciurma di cappello di paglia.
Il doppiaggio originale permette al gioco di mantenere vivo lo spirito del manga/anime, in special modo la sua vena umoristica (gli scambi di battute tra i personaggi sono stati molto ben curati a mio parere, certo poi ti chiedi perché mai dovevano tradurti Rufy con Rubber...
Pensavo lo sapessero ormai tutti che Mediaset è il MALE). Inoltre mi sento obbligato a fare un plauso per la scelta dei compositori di inserire la "Sinfonia del Nuovo Mondo" di Dvorak negli scontri decisivi. Un gran bel tocco di classe (e di epicità, s'intende).



Molte idee di base non sembrano in realtà essere cattive, il gioco infatti mescola il genere action/picchiaduro a scorrimento con elementi di rpg (quale gioco ormai non lo fa?).
L'unico problema? Gli standard.
"Sì bella risposta Mattè, molto ad effetto, ma che vuol dì gli standard?"
Un attimo che ci arrivo: quando parlo di "standard" intendo il livello di impegno che richiede il gioco.
Non voglio dire che noi europei siamo pigri e non ci vogliamo impegnare (oddio ogni tanto può anche capitare, ma tutto sommato siamo dei bravi gamers), ma bisogna ammettere che i giapponesi raggiungono dei livelli di maniacalità fuori dalla grazia di dio, i Koreani stanno a tutto un altro livello comunque, e qui chiudo la parentesi.
Ed è proprio questo il secondo punto debole del gioco: l'eccessivo meccanicismo delle dinamiche, dove di solito dovrete sconfiggere un pugno di mostri/marine/altro, andare in giro per la mappa e raccogliere gli oggetti che vi serviranno, tornare alla nave e depositarli, combinarli per creare oggetti necessari per accedere a nuove aree della mappa o convertirli in punti per avanzare nella trama. In media si parla di spendere circa 9/10 del gioco ad alternare questi passaggi.
La povertà visiva delle mappe, la difficoltà pressoché irrisoria dei combattimenti (già di per sé noiosa a causa del sistema di combattimento) e la ripetitività delle azioni che garantiranno l'avanzamento della trama renderanno questo gioco parecchio difficile da digerire.



Sebbene la trama ricordi un qualsiasi film dell'anime, spesso manca il giusto approccio con il giocatore per farlo sentire nel vivo della storia.
Nessuno si aspettava di certo la trama del secolo, ma forse hanno peccato un po' troppo di linearità e scontatezza.
Insomma, meno male che perlomeno ti resta la mini statuetta del compianto Ace a consolarti.

Forse forse, fanboyismo a parte, era meglio tenersi questi soldi per l'imminente (perlomeno in Giappone) capitolo realizzato da Tecmo Koei per PS3, ma alla fine non riesci ad arrabbiarti davvero, e magari prima o poi riuscirai pure a finirlo, se non sarà per vero interesse diventerà sicuramente una questione di principio.


Pro:
- Doppiaggio Superlativo
- E' stata tenuta fede allo spirito del manga/anime
- Ottima conversione in 3D

Contro:
- Gameplay sistematico e ripetitivo
- Sistema di combattimento estremamente povero
- Farming obbligatorio elevato a livelli disturbanti
- Rubber?


Voti:

Grafica: 6
Sonoro: 7
Gameplay: 4,7
Longevità: 8
Trama: 5

Overall: 6

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Vi Jansons
Vi Jansons United States
24/04/2012 00:40:55 #

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