Binary Domain

by Roberto Cialfi 2. aprile 2012 17:23

Binary Domain è un gran bel gioco. Certo, che lo sarebbe stato si poteva subito intuire. Bastava rendersi conto che era stato ideato da Toshihiro Nagoshi: creatore di opere come Super Monkey Ball, e a cui la Sega ha poi affidato la direzione degli Yakuza Studios, creatori della multimilionaria Ryu ga Gotoku (meglio conosciuta in Europa come Yakuza). Nonostante questo, il titolo era passato un po' in sordina per una scelta che non ho compreso fino in fondo: di farlo uscire nello stesso periodo di Mass Effect 3. La lotta era impari, l'uno titolo blasonato, capitolo conclusivo di una serie con milioni di fans e una campagna di marketing faraonica, l'altro primo capitolo di un team che ci ha abituato a successi, ma senza un accenno sui media. Dulcis in fundo prima o poi tutti i prodotti devono passare per il banco di prova, e alla resa dei conti sappiamo che ME3 è stato un mezzo flop, Binary Domain no.


Tokio 2080

Senza alcun dubbio l'intensità della trama di Binary Domain è uno dei suoi punti di forza. Lo sfondo è post-apocalittico: all'inizio del 21esimo secolo il surriscaldamento globale, ormai fuori controllo, ha sciolto i ghiacciai ed elevato le acque del globo fino a ricoprire i 3/4 delle (ormai ex) terre emerse. Il risultato sono miliardi di morti.
I governi mondiali devono ricostruire tutto sopra le città sommerse, usandole come fondamenta. Per far fronte alla vastità dell'opera e alla carenza di mano d'opera umana, sono costretti a utilizzare i robot. In questo contesto economico un'impresa statunitense riesce ad imporsi sul neonato mercato robotico, conquistandone il 95%: si tratta della Bergen e, grazie a questa, gli Stati Uniti ritornano la prima potenza mondiale.
E' questo lo scenario in cui si sviluppa l'intensa trama di Binary Domain. Infatti una avversaria della Bergen, la giapponese Amada Corporation, la accusa di avergli rubato le tecnologie che ne avevano decretato la fortuna. Ma per il peso politico che ormai gli USA hanno conquistato a livello globale, la causa viene persa dai giapponesi e la Amada ritorna nell'ombra.
Vista la mutata situazione politica nel 2040 le nazioni del mondo decidono di siglare la "nuova carta di Ginevra". Questa carta sanciva una serie di leggi internazionali, che all'articolo 21 vietava la creazione di robot che potessero essere confusi con umani. Per evitare la proliferazione dei "figli del nulla", come vennero chiamati, venne istituita anche una task-force, la "Rust Crews".
E' il 2080 quando un figlio del nulla fa irruzione nella sede centrale della Bergen. Si tratta di un suo dirigente, che non sapeva neanche di essere un robot. Preso dalla disperazione, l'"uomo" aveva deciso di farla finita in quel modo. Robot che provano sentimenti, provano dolore, del tutto simili ad umani e infiltrati nei gangli vitali della società. Chi può aver fatto una cosa del genere? Chi può possedere una tale tecnologia? bé secondo il Consiglio di Stato americano si tratta di Yoji Amada, creatore delle Amada Corporation. Adesso spetta alla Rust Crews portarlo di fronte all'Alta Corte dell'ONU.  Peccato che Tokio non sia così accessibile...


Gioco di squadra

La particolarità del gameplay di questo titolo sta nell'aspetto cooperativo. Muniti di headset potremo impartire ordini vocali ai nostri compagni di squadra. Tutte cose molto elementari come "fuoco", "muoversi", "indietreggiare" e pochi altri. Inoltre, durante la storia, vi saranno dei divertenti dialoghi in cui le vostre risposte avranno effetto su i vostri compagni, influenzandone la qualità della reazione ai vostri prossimi ordini. Il problema principale è che l'uso del microfono è interessante all'inizio, ma stufa quasi subito. Tra l'altro non è per nulla preciso, capendo molto spesso una parola per un'altra...
Ogni livello è strutturato in modo tale da creare una squadra di tre elementi. Ogni nostro compagno ha una particolare specializzazione in un tipo di arma e delle abilità. Peccato che alla fine dei conti la cooperazione non risulta così incisiva ai fini del gioco rispetto a come ce la vorrebbero spacciare. L'uso dell'headset è inutile, come il ragionar troppo su chi portarsi in squadra...
Per il resto Binary Domain è un tipico sparatutto in terza persona, con possibilità di interazioni con quasi tutte le superfici per ripararci (molto alla Gears of Wars, per intenderci).
 


I background

Sicuramente una delle qualità che più fanno di un videogioco un successo è la trama e in particolare la caratterizzazione dei personaggi. In Binary Domain nel variegato team (una cinese, due americani e due inglesi) ogni personaggio ha una sua storia, un suo piccolo dramma e un suo carattere ben definito. L'intreccio funziona, gira e appassiona.

"Teste di latta"

I vari tipi di robot che incontrerete durante i livelli, nonostante vengano chiamati "teste di latta", sono tutt'altro che stupidi. Una loro particolarità sarà che quando perderanno una parte del corpo, la loro IA si adatterà, fino anche a farli trascinare con un solo braccio verso di voi! Inoltre se gli farete saltare la testa, cominceranno ad attaccare i loro simili. Non saranno poche le volte che vi metteranno alle strette, mettendosi dietro a ripari o attaccandovi di petto con fucili a pompa e grossi mitragliatori.

 

 


Un gioco di qualità

Per quanto riguarda la grafica e sonoro non so che scrivere. Mi trovo in difficoltà perché dovrei stilare una scialba lista non facendo altro che elogiare il tutto. E facciamolo: personaggi, sfondi, motore fisico, espressioni, armi... Tutto è reso alla perfezione. I vari robot hanno un design davvero ben curato, stesso discorso vale per le ambientazioni.
La programmazione è stata davvero ottima: non ho incontrato bug di nessun tipo e i caricamenti sono quasi nulli.
I vari filmati, anche se lunghetti, non stuferanno mai. Questo perché a parte la bellissima trama, sono registicamente perfetti.
L'audio è all'altezza del tutto. Il doppiaggio in italiano è davvero fatto bene, ricalcando la personalità dei vari protagonisti. Le musiche fanno il loro lavoro e accompagnano all'interno del gioco. Un po' meno buoni i dialoghi in gioco, che ci costringono a non poter far altro che camminare, magari anche per alcuni minuti, spezzando un po' il ritmo, ma sicuramente mai inutili e spesso divertenti.

 


I boss hanno un mecha-design molto curato e necessitano una strategia particolare per buttarli giù, sopratutto con l'utilizzo del gioco di squadra

 

In conclusione

Binary Domain è un gioco da portarsi a casa.


Pro

Ottima IA

Grafica eccezionale

Trama ancor di più

Colonna sonora curata ed emozionante

Personaggi ben caratterizzati


Contro

Online

Input vocale

cooperazione e ruoli non veramente utili

 

 

Voto:

Grafica: 9

Sonoro: 8

Gameplay: 8

Longevità: 8

Online: 7

Trama: 9

 

Voto finale: 8.5/10



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Melodie Fanizza
Melodie Fanizza United States
24/04/2012 00:17:02 #

Office Space: "Peter Good luck with your layoffs, alright, I hope your firings go really, really well."

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