by Federico Gironi
16. dicembre 2011 14:33
La notizia:
Clint Eastwood e la sua famiglia sarebbero nel bel mezzo della realizzazione di un reality show per un canale televisivo statunitense.
Gli Eastwood, quindi, come gli Osbourne, gli Hogan, i Kardashian, le conigliette di Playboy.
Anche se Clint, pare, sarà poco più di una comparsa.
Le reazioni:
Isteria diffusa, sdegno, panico, torce&forconi, sacchi di sabbia vicino alla finestra, serrature dei rifugi antiatomici che vengono oliate, millenarismi sparsi.
Ora:
Io me lo vedo, Clint Eastwood.
Me lo vedo, con quella sua faccia cuoio e con quegli occhi di ghiaccio, sogghingnare compiaciuto del trasecolare bigotto e ottuso di quei fan che lo hanno innalzato sul piedistallo della santità (non solo) culturale e cinematografica.
Beato lui.
Io invece mi irrito anche un po' di fronte allo snobismo da quattro soldi delle vesti stracciate, al moralismo bacchettone di quanti vivono per dogmi e nel secolo scorso.
Per me Eastwood può fare quel che gli pare, come io posso benissimo non guardare il suo reality.
Come sicuramente non farò.
Il giorno invece che ne facesse uno Herzog, chiamatemi.
Ma subito.