by Federico Gironi
16. gennaio 2012 12:24

Quella buona è che La talpa ha esordito al secondo posto nella classifica degli incassi del weekend.
Quella cattiva è che il passaparola è generalmente negativo, quindi è legittimo aspettarsi un crollo nei prossimi giorni.
"È lento," dicono. "Noioso."
"La trama è complicata e non ci si capisce niente."
Va bene che, pur solidale con la teoria del 99% dei vari Occupy, io son della linea Nanni Moretti.
Ma comunque questo tipo di commenti e di reazioni mi destano preoccupazione.
Che la progressiva de-alfabetizzazione cinematografica e generalmente culturale del pubblico italiano avesse raggiunto notevoli vette negativa è indubbio, ma che nemmeno un film come quello di Alfredson - pur ammessa la sua teorica "osticità" - riuscisse a far risuonare qualcosa dentro gli stomaci e i cuori (ove non le teste) del pubblico, mi pare un segnale d'allarme forte.
Si tratta comunque di una spy story, di certo non del cinema di Apichatpong o di Brillante Mendoza.
Se ultimamente si fa un gran parlare del senso e del compito della critica, credo che vada trovato proprio in questo.
Nel non arrendersi, come fatto dalla televisione di questo paese da trent'anni a questa parte, alla schiavitù del livellamento verso il basso nel nome di un paternalistico (e opportunista) andar incontro alle esigenze del pubblico.
Nel non accettare il "tanto è un film per pochi o per nessuno".
Ma nel cercare di stimolare l'interesse e la comprensione per un testo che, oggettivamente, è ricco e affascinante.
Di restituire progressivamente la voglia e gli strumenti utili per sfidarsi e crescere.
Anche nell'intrattenimento.
Peraltro, mi rendo conto che il problema non è solo nostro, solo italiano.
Basti pensare alle dichiarazioni recenti del Primo Ministro Britannico David Cameron: che però è stato giustamente deriso dal buon vecchio "giornalismo anglosassone".
Alle prossime elezioni, inglesi, votate Gary Oldman.
Perché si può apprezzare un film come La talpa e fare anche i commenti faceti sui vestiti sfoggiati dalle star sul red carpet dei Golden Globe di ieri sera.
Si può e si deve.
Io ad esempio ho apprezzato molto la mise di Rooney Mara, per me vincitrice morale della serata.
Emma Stone avrebbe meritato un ex aequo, non fosse stato per l'orrida fibia-gioiello a forma d'aquila.

Ah.
Secondo me diranno che anche Millennium - Uomini che odiano le donne è lento.
Ma voi non gli crederete, vero?
Tags: box office, passaparola, la talpa, pubblico, nanni moretti, minoranza, maggioranza, spy story, red carpet, golden globe, gossip, vestiti, david cameron, gary oldman, giornalismo anglosassone, rooney mara, emma stone