Nei giorni scorsi si è parlato molto, in rete, di questo articolo qui che mette in risalto come, nell'arco del 2011, Hollywood distribuirà la cifra record di ben 27 sequel (o prequel, o spin-off). Ovvero: un quinto circa dei titoli a stelle e strisce distribuiti sul suolo americano (e poi nel resto del mondo) saranno legati in un modo o nell'altro a qualche franchise preesistente.
E, fin qui, tutto bene (?).
Ora è la volta di questo lungo pezzo pubblicato da GQ e firmato da Mark Harris, già direttore di Entertainment Weekly. Si tratta di un'articolata analisi di quella che, per l'autore, potrebbe essere la morte dei film as we know them. Si parte dalla sottovalutazione del successo di Inception per parlare della paura delle idee che attanaglia gli executives degli Studios hollywoodiani, si prosegue ovviamente parlando dell'ansia per i sequel e i remake (spesso di originali non originali, ovvero tratti da fumetti, giochi da tavolo, giocattoli e quant'altro, si individua nel Top Gun di Tony Scott - ancor di più che nell'accoppiata Jaws - Star Wars - il punto di svolta di un sistema economico ed industriale. Mettete i piedi sul tavolino, prendetevi un quarticello d'ora e dategli una letta.
E' un pezzo interessante, anche quando ragiona dell'ovvio e di quello che è evidentemente sotto gli occhi di tutti, che non dimentica di pensare a quello che potrebbe essere il futuro prossimo e perché. In questo senso si parla anche dell'Italia, perché l'autore sottolinea come alcuni mercati esteri vedano diminuire le quote del cinema hollywoodiano a favore di quello nazionale. Fatto serio per Hollywood, perché come dimostra quest'altro articolo qui, il grosso degli incassi dei suoi film proviene oramai dal mercato internazionale.
Insomma, questa storia della paura di rischiare, di dare al pubblico (il pubblico di teeager maschi) solo quello che si aspettano senza tentare di stimolare nuovi bisogni o senza cercare di conquistare nuove fette di audience, è interessante e preoccupante.
Quel che mi chiedo è come potrebbe essere tradotta un'analisi del genere riguardo alla produzione nostrana. Quale film potrebbe essere il nostro Top Gun. Se non si stia correndo gli stessi rischi, in maniera esplicita (vedi Manuale d'amore 3) o meno (vedi tutta una serie di commedie difficilmente distinguibili, o gli "autori" che riciclano sempre lo stesso film).
Dovrò mica farla io, vero?