Sembrerà strano, ma la prima camminata serale lungo la Croisette l'ho fatta solo ieri sera.
Uscivo dalla proiezione del film inaugurale della Quinzaine, il folle e stralunato La Fée, e mi dirigevo alla mia abituale sede operativa, il Palais, per vedere Polisse.
Siccome erano passate da poco le nove e mezza, ho avuto il primo assaggio di quest'anno di cosa vuol dire lo struscio di Cannes.
Primissimo dei quali, una biondona leggermente sovrappeso con tubino fucsia e tacchi improbabili che barcollava e faceva fatica a reggersi in piedi.
Non per via dei tacchi.
Poi ci sono le coppie eleganti che si fanno fotografare, quelle che a tarda notte si concedono interi servizi con tanto di pose improbabili.
E le Jaguar, Lamborghini, Ferrari e Aston Martin che sgasano in fila: inquinamento acustico, aereo e in alcuni casi anche visivo.
Soprattutto per i soliti quattro spettatori (perlopiù ridotti un po' male) del solito pulmino-cinema parcheggiato vicino all'Hotel Majestic. Meravigliosamente fuori luogo, come Riccardo Scamarcio dentro il film di Maïwenn.
Quando poi sono uscito a mezzanotte dal film in questione, sulla terrazza dell'Eurovisione, proprio davanti al Palais, stavano dando una festa: americane festanti e avvinazzate che incitavano i passanti. Alcuni dei quali, i giovanissimi, improvvisavano una pista da ballo in mezzo alla strada per sentirsi parte della grande festa mobile cannenese.
Perché Cannes è anche questo (per alcuni). Una festa. Uno spettacolo. In senso persino hollywoodiano.
E per questo, complice la presenza di un mercato tra i più importanti del mondo, non sorprende che al fianco del programma ufficiale del Festival, a Cannes si lancino (senza proiezioni vere e proprie) tanti grandi titoli che mirano a conquistare i botteghini di tutto il mondo.
Qualche giorno fa era stata la volta del Gatto con gli Stivali, ora è il turno di Kung Fu Panda 2 e di Super 8.
Del primo mi piace ricordare, per l'ennesima volta, che un certo Charlie Kaufman ha fatto delle revisioni al copione (non accreditate).
Del secondo sottolineiamo che ne sono stati presentati una ventina di minuti, divisi in due sequenze. Io ero altrove, ma ho incontrato un eminente collega che lavora per un importante rete satellitare e ha fatto di recente in doppiatore in un film d'animazione Fox che me ne ha parlato bene.
Parola d'ordine: treni. E non dico altro.
Comunque a Cannes lo sanno tutti che Hollywood è importante.
Lo sa anche Thierry Fremaux, che non ha caso ha piazzato domani, sabato, la proiezione fuori concorso del nuovo Pirati dei Caraibi.
Dalle finestrone della solita sala stampa c'è chi scruta il mare in attesa di vedere approdare un galeone battente il Jolly Roger tra gli yacht dei ricchi e famosi.
il mio sguardo è invece calamitato da un'insolita chiatta alla fonda davanti alla spiaggia da quando sono arrivato qui.
Chissà se stasera Nanni Moretti si farà un po' di struscio in Vespa.
Sarebbe bellissimo.