Feeling Lucky

by Federico Gironi 27. luglio 2011 11:25

Tra quelli che fanno (più o meno) il mio mestiere, è un continuo.
Chi va a cena con quel regista, chi ha passato una sera al pub con quell'attrice, chi gioca a calcetto con il talento emergente.
Capita pure che alcuni riescano a fare le comparse sul set del nuovo film di Woody Allen.
Io invece no. A me queste cose non capitano mai.
Sarà perché non me le cerco, che non m'interessano molto.
Sarà che hanno ragione quelli che dicono che sono snob e spocchioso.

Sarà come sarà, ma io di aneddoti che coinvolgono nomi più o meno celebri del mondo del cinema non ne ho molti da raccontare.
Anzi, ne ho davvero pochissimi.
Però ricordo sempre con piacere un'edizione del Ravenna Nightmare Film Fest nel corso della quale, con alcuni amici (tra i quali il signore che scrive qui e l'allegra brigata del Nocturno di allora), abbiamo trascorso giornate cinefile e serate alcooliche con Lucky McKee.

Ora, vi prego. Non dite: "e chi è 'sto Lucky McKee?".
Perché almeno May (il film che presentava a Ravenna quell'anno, nel 2004) lo DOVETE conoscere. E se non lo conoscete, correte ai ripari. Subito.
Fatto? Bene. Dicevamo: ci siamo molto divertiti, quell'anno a Ravenna, con Lucky McKee.
E con suo padre e con la sua fidanzata: dei tre non so bene chi bevesse di più.
Credo il padre.
Ma il punto non è questo. Non è che ora mi debba mettere a raccontare quelle storie ravvennati, non è proprio il caso.
Parliamo invece di Lucky McKee.

Dopo May, McKee ha diretto un film intitolato The Woods (vagamente ispirato a Suspiria), un paio di episodi per i Masters of Horror e l'adattamento di un romanzo di Jack Ketchum intitolato Red. Che ha avuto una storia piuttosto travagliata, dato che è stato in parte rigirato da un altro regista, il norvegese Trygve Allister Diesen, e alla fine accreditato ad entrambi.
Insomma, dopo May, niente di particolarmemente memorabile.

Ma al Sundance di quest'anno, invece, ecco che il nome di Lucky McKee è tornato a circolare con insistenza.
Perché al festival "di Redford", il nostro Lucky ha presentato un altro film ispirato dalla letteratura di Ketchum, intitolato The Woman.
Come prevedibile, considerati gli stili dello scrittore e del regista, The Woman è piuttosto tosto. Racconta di uno sceriffo di una piccola cittadine del Maine che un giorno trova una donna "selvaggia" nei boschi e la conduce a casa per cercare di "addomesticarla" e "civilizzarla". Solo che i metodi suoi e della sua famiglia diverranno progressimanete sempre più violenti e disturbanti.
Beh, le reazioni al film sono state fortissime. In positivo come in negativo.
Una donna pare sia svenuta in sala, un altro tizio è uscito e, come potete vedere in questo video, ha bollato il film come orrendo e pornografico, sostenendo che sarebbe stato necessario bruciare i negativi e non mostrarlo mai più a nessuno.
Insomma, dire che la presentazione di The Woman è stata controversa è piuttosto eufemistico.

Alla fine comunque il film non l'hanno bruciato.
In questi giorni è in programma al Festival di Melbourne, e circola online il primo trailer.
Che non è niente male e che quindi vi propongo.
Attenti alle dita.

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One to Watch: Richard Ayoade

by Federico Gironi 7. febbraio 2011 21:14

Questa volta vado sulla fiducia.

Richard Ayoade è un comico britannico. Padre nigeriano e madre norvegese, è noto soprattutto per il ruolo di Maurice Moss nella sit-com inglese The It Crowd. Che molti, sbagliando, pensano nata sulla falsariga di The Big Bang Theory, quando invece l'ha preceduta di un anno. 

In The It Crowd, Ayoade interpreta il ruolo di uno dei due nerdissimi componenti il reparto informatico di una grande azienda: i paria della società, lavorano in uno scantinato, snobbati da tutti tranne quando è necessario risolvere un problema (solitamente ridicolo) su qualche terminale aziendale. 

Ayoade, però, è anche regista. Nel corso degli anni passati ha diretto videoclip per band come gli Arctic Monkeys, Super Furry Animals, Yeah Yeah Yeahs, Kasabian e Vampire Weekend. E ora ha esordito nella regia cinematografica. 

Il suo primo film s'intitola Submarine: e da quando è stato presentato al Festival di Toronto (e poi a quello di Londra e al Sundance), in rete ha suscitato un gran clamore. 

Tutti parlano della nascita di un nuovo talento, di un Wes Anderson in salsa britannica e personalissima, di un film comico e delicato. Racconta una classica storia di coming-of-age, protagonista un 15enne socialmente inetto convinto di essere un genio letterario, alle prese con una famiglia allo sbando e la perdita della sua verginità.

Se il clamore che circonda Submarine sia giustificato o meno lo dovrei scoprire a breve. Il film sarà a Berlino, sezione Forum, e io dovrei essere da quelle parti nei giorni in cui verrà proiettato. Nel frattempo, sulla fiducia, ve ne propongo il trailer appena sbarcato online. 

Ma ne riparleremo.

PS - la colonna sonora, non a sorpresa, è opera degli Arctic Monkeys. Il brano che si ascolta nel trailer è invece “Quand On N’A Que L’Amour (Ne Me Quitte Pas)” di Jacques Brel. Direi che musicalmente ci siamo.

PPS - Ayoade è già al lavoro su un altro progetto. Un adattamento de "Il Sosia" di Fëdor Dostoevskij.

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One to Watch: Tom McCarthy

by Federico Gironi 4. febbraio 2011 16:07

Io lo chiamo Tom, come se fossimo vecchi amici.

Ma lui si chiama Thomas. Thomas McCarthy. Anzi, Thomas Joseph McCarthy.

Forse vi ricorderete di lui (manco fosse Troy McClure) per un film che aveva dato a Richard Jenkins la sua prima e finora unica nomination all'Oscar, L'ospite inatteso.

Più interessante (e bello, diciamolo) di quel film era stato il suo esordio dietro la macchina da presa, passato quasi inosservato nel nostro paese. S'intitolava The Station Agent, ne avevo scritto così, ed era interpretato da un altro attore davvero notevole come Peter Dinklage.

Io adoro Peter Dinklage. Forse vi ricorderete di lui come l'avvocato di Prova a incastrarmi, o come lo stropicciatissimo K.C. dello stralunato Pete Smalls is Dead che è stato allo scorso Festival di Roma.

Tom McCarthy è stato anche tra i protagonisti del Sundance Film Festival che si è chiuso da poco. Lì ha presentato un nuovo film che s'intitola Win Win. Da poco, online, è disponibile il trailer: e non sembra niente male.

Ecco, sa molto di McCarthy.

Che, tra l'altro, fa anche l'attore, ma soprattutto è stato con Pete Docter e Bob Peterson soggettista di un filmetto intitolato Up. E ha anche diretto l'episodio pilota di Game of Thrones, la serie televisiva della HBO (già attesissima e in arrivo) che adatta i primi due romanzi della sterminata e ottima saga fantasy delle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" di George R. R. Martin. Da leggere, se si ama il fantasy. O anche se non lo si ama.

Nel cast di Game of Thrones c'è anche Peter Dinklage. Richard Jenkins, invece, no.

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Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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