The best research for playing a drunk is being a British actor for 20 years

by Federico Gironi 14. marzo 2012 15:17

Ancora ricorrenze.
Sono privo di stimoli interessanti, che ci volete fare.
Comunque. Oggi è il compleanno di Michael Caine. Compie 79 anni.

Caine recita da quando ne ha circa 23 (parlo dei primi ruoli cinematografici non accreditati), quindi calca i set da più di cinquant'anni.
Se considerate che il titolo di questo post è una sua citazione, si portrebbe pensare che sia un cirrotico all'ultimo stadio, e invece sappiamo tutti benissimo che non è così. Per sua e nostra fortuna.

Di film, in carriera, Caine ne ha fatti innumerevoli.
Ma quando penso a lui, io penso sempre a Gli insospettabili.

Gli insospettabili è un film bellissimo.
A sceneggiare c'era Anthony Shaffer (quello che ha scritto anche Frenzy e The Wicker Man, tanto per capirci) che portava al cinema una sua pièce teatrale.
Alla regia un certo Joseph L. Mankievicz.
E come interpreti, un Caine lanciatissimo e un altro gigante della recitazione inglese come Laurence Olivier.
Se non l'avete visto, vedetelo.
Un rompicapo intellettuale, tesissimo anche dal punto di vista omoerotico, cinico e precisissimo.

L'ha rifatto anche Kenneth Branagh, di recente.
Ma l'unico buon motivo per vedere il remake è proprio lo stesso Michael Caine, che passa di grado anagrafico e veste i panni che allora furono di Olivier, lasciando i suoi in eredità a Jude Law.
Non chiedetemi il perché.

Comunque Gli insospettabili è un film che tarla.
Ricordo che mio fratello lo vedeva sempre.
Ora fa il filosofo.
Poi c'è un tipo, francese, di nome Tanguy Viel, che ha scritto un romanzo intitolato "Cinema", che è una sorta d'ininterrotto monologo di un protagonista che racconta, ripercorrendolo (sublimandolo) minuziosamente scena per scena, battuta per battuta, di come Gli insospettabili sia il suo metro di giudizio unico e irrununciabile per tutte le persone e i fatti della vita.

Vabbe', ora che ci penso, se penso a Michael Caine penso anche agli occhiali di Ipcress.
E se penso agli occhiali di Ipcress, poi penso anche a Pietro Longo.

Che fine ha fatto, Pietro Longo?
Se mi leggi, Pietro, ti mando un saluto.

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“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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