Applausi, sinceri, per il Kino on the road of Emilia

by Federico Gironi 2. luglio 2012 11:43

Del Kino avevo parlato l'ultima volta circa un anno fa.
Allora era roba di arene estive, adesso invece di qualcos'altro.
Di simile, ma assai migliore e più importante.

Andiamo per gradi.

La prima volta che ho messo piede al Festival di Cannes, qualche anno fa, rimasi colpito dal fatto che, nel bel mezzo del glamour della Croisette, ci fosse parcheggiato un pulmino scalcagnato con uno schermo montato sul retro, qualche sedia pieghevole sistemata alla bell'e meglio e un videoproiettore.
Quel pulmino regalava cinema ai passanti, era un microfestival autarchico, una rassegna cinefila randagia e ambulante.

Cosa c'entra questo col Kino?
C'entra eccome.
Perché alcuni dei soci (fondatori e non) di questa associazione culturale romana che è un cineclub ma anche un locale ma anche un bistrot ma anche un ritrovo, hanno fatto e stanno facendo anche loro una cosa del genere. Ma più bella.
Più importante, appunto.

Quei ragazzi hanno preso su un pulmino, uno schermo e un videoproiettore e sono partiti alla volta dei comuni terremotati dell'Emilia, per portare il (loro) cinema agli sfollati, tra le tendopoli, nelle piazze diroccate.

Secondo me è una cosa bellissima.
Un gesto politico e culturale di rara importanza.
Perché il ruolo del cinema è anche questo.
Perché stiamo qui tutti a dire "ah, il cinema italiano, i salotti romani, le conventicole". Ed è vero: ma non in questo caso.
Perché i grandi nomi si sprecano spesso in appelli: sterili e pilateschi.
E perché il Kino stesso (con tutta la stima e l'amicizia che ho per alcuni dei suoi soci e frequentatori, quelli che conosco), ha rischiato a lungo l'impasse identitaria, il cristallizzarsi in ritrovo gastro-cine-fighetto privo di una reale spinta culturale propulsiva o innovatrice.
Di senso e utilità.

E invece, vedere le foto (qui, qui e qui) di quello che stanno facendo quei ragazzi in quei posti quasi commuove.
Sopratutto inorgoglisce e regala speranza per il domani.
Del cinema e del nostro paese.
Io i ragazzi del Kino on the road of Emilia li applaudo.
Sinceramente.

Ah.
I resoconti in prima persona di quelli che han preso e son partiti col pulmino lo trovate a questo link.
Vale la pena leggerli.

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Caldo e arene

by Federico Gironi 25. giugno 2011 12:18

Oramai è proprio estate.
Lo dice anche il calendario, per non parlare del termometro.
In fondo non si sta male, a Roma, d'estate. La sera è bello starsene fuori, all'aperto, apprezzando il ponentino. Quando c'è.

Ieri sera sono stato fuori, infatti.
A Caracalla, alla Festa dell'Unità (o Democratica, come si dice oggi), per mangiare i tonnarelli all'amatriciana di Agricoltura Nuova.

Lo dico perché pare vada di moda parlare di quello che si mangia. Però io mi sono dimenticato di fotografare il piatto. Ne ho ancora di strada, da fare.

Comunque, dopo la cena ho fatto un salto al Kino. Lo sapete tutti cos'è il Kino, vero?
Però al Kino c'era pochissima gente. E certo: è estate. La sera è bello starsene fuori, all'aperto, apprezzando il ponentino. Quando c'è.
Però quelli del Kino mica son scemi. Lo sanno pure loro che è bello starsene fuori, all'aperto, etc. etc.
E allora si sono attrezzati, han fatto un accordo col Circolo degli Artisti e hanno organizzato la loro piccola arena estiva.
In onore del luogo che li ospita, hanno butatto giù un programma che coniuga alla perfezione cinema e musica. Lo trovate qui.
Io consiglio soprattutto Heima e The Devil and Daniel Johnston.

Comunque, a proposito di rassegne estive e di arene, Nanni Moretti ha ufficializzato il programma della nuova edizione di Bimbi belli, la sua selezione delle migliori opere prime italiane dell'anno trascorso.
Il programma lo trovate online, sul sito della Sacher, cliccando su "Nuovo Cinema Sacher" e poi su "Dal 30 giugno".
C'è Ascanio Celestini, c'è Boris, c'è la Rohrwacher (la sorella).
E c'è Massimiliano Bruno con Nessuno mi può giudicare.
Quello della battuta: "Ma che siamo in un film di Nanni Moretti?"
Ecco, come dire: sono curioso.

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E' primavera

by Federico Gironi 8. aprile 2011 11:59

Mentre ai piani alti gli ex amiconi bisticciano per via della questione libica e la gestione dei flussi migratori, Italia e Francia si gemellano in questi giorni nel segno del cinema.

Oggi a Roma, infatti, parte l'ottava edizione di Primavera del cinema francese, la manifestazione voluta da Florence Ferran, Stéphane Solier e Eugenio Renzi che porta in Italia film e registi transalpini per farli meglio conoscere al pubblico di casa nostra.

Quest'anno la manifestazione si è spostata nel quartire più cinematografaro di tutta Roma, il Pigneto, appoggiandosi a due spazi importantissimi per il cinema di qualità a Roma come il Nuovo Cinema Aquila e il neonato Kino.

E si apre alla grande con la proiezione di Film Socialisme di Jean-Luc Godard, commentato poi da Enrico Ghezzi, Roberto Turigliatto e dai due prestigiosi ospiti del festival: Mathieu Amalric (che mi aveva anticipato il tutto ai tempi della presentazione romana di Tournée) e Jean-Claude Rousseau.

Io ci vado. Fatevi del bene e venite pure voi.

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Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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