Maccosa?

by Federico Gironi 15. luglio 2011 10:47

Uno dei miei film preferiti dell'immenso John Carpenter, nonché uno dei miei film del cuore, è La cosa.
E non solo per la storia dei film polari di cui vi ho parlato un bel po' di tempo fa.
E' che La cosa è proprio bello.

Ora sta per arrivarne un remake.
Non proprio un remake. Un prequel. Non solo. Un rebooting. Tutte quelle cose lì.
Fatto sta che La cosa sta per tornare.
Anche il titolo è lo stesso: The Thing.

Ora.
Già sono partiti i primi brontolii...
"Ah, ma no, ma un remake, ma perché, farà schifo, ma che bisogno c'è, ma rifanno tutto, ma l'originale qui, l'originale lì..."
L'originale piace un sacco anche a me, l'ho detto prima.
E, guarda caso, anche l'originale era il remake di un altro gran bel film: La cosa da un altro mondo.
Che da bambino chiamavo il film del Carotone Gigante. Ma questo non c'entra.
C'entra che con questo fatto dell'intoccabilità a volte si esagera.
Magari questo nuovo film farà schifo, ma pace. Una cosa è il timore, un'altra l'ansia preventiva.

Poi, in realtà, qualche ragione per essere ottimosti c'è anche.
Innanzi tutto protagonisti del film sono uno bravo come Joel Edgerton e Mary Elizabeth Winstead, che dopo essere stata Ramona Flowers per me è un idolo assoluto.
E poi il trailer non è affatto male. Cita anche l'originale dell'originale.
Io vi inviterei a dargli una bella occhiata.
E se proprio proprio vi prendono scompensi carpenteriani, riguardatevi il film con Kurt Russell o leggetevi questo.

<a href='http://movies.msn.com/movies/movie-trailers/#/video/f749b83d-e1d0-4983-a918-a9c3914b03c0' target='_new' title='&#39;The Thing&#39; Movie Trailer' >Video: &#39;The Thing&#39; Movie Trailer</a>


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One to Watch: Spencer Susser

by Federico Gironi 3. marzo 2011 13:17

Ora.
Ti pare che c'è un film con due degli attori del momento, uno dei quali anche premiato con l'Oscar, e non se ne sa nulla?

Eppure è così. C'è un film che nel cast ha Natalie Portman e Joseph Gordon-Levitt. Un film che ha quasi già un paio d'anni. E non se ne parla in maniera ossessiva.
E allora ci penso io.

Il film in questione s'intitola Hesher.
Che è anche il nome del personaggio interpretato da Joseph Gordon-Levitt, quello di un metallaro ultranichilista e piromane che risolleva la vita ad un 13enne depresso perché orfano di madre e innamorato della garzona del drugstore locale (che poi è Natalie Portman).

Hesher  - per ora nel listino della Mikado - è stato scritto e diretto da un regista australiano americano, che si chiama Spencer Susser. Co-sceneggiatore è quel David Michôd che ha da poco esordito nel lungometraggio con Animal Kingdom.
Susser e Michôd si conoscono bene perché, coi fratelli Joel e Nash Edgerton erano l'anima del collettivo di filmmaker australiani chiamato Blue Tongue Films. Che ha prodotto tantissimi corti.

Vi ricordate che un po' di tempo fa in tv veniva trasmesso un canale che si chiamava Qoob? E che mandava video d'animazione, robe grafiche, cortometraggi di varia natura? Ecco. Moltissimi di quei corti, erano i corti firmati Blue Tongue Films.

Uno in particolare era proprio bello. S'intitolava I Love Sarah Jane, era una storia d'amore tra giovanissimi ambientata in un mondo suburbano post-apocalittico popolato da zombies. La protagonista era una certa Mia Wasikowska.

Ora quel corto - sull'onda di un revival revisionista degli zombie movies che qui è stato molto ben documentato - sta per diventare un lungo diretto dallo stesso Susser. Se ci sarà di nuovo la Wasikowska non lo so, ma mi sembra improbabile per becere questioni anagrafiche.

Staremo a vedere. Intanto, voi, dovete vedere questo:

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Sento uno spiffero

by Federico Gironi 24. febbraio 2011 14:05

Oggi a Roma c'è il sole.
Ma, come direbbero i metereologi o i velisti, spira una tesa tramontana. Insomma, fa freddo.

Il che non mi fa particolarmente piacere, ma mi da l'occasione di parlare di cose che probabilmente interessano solo a me ma che vi racconto lo stesso.

Ho una piccola mania, un'idiosincrasia, un pallino, un guilty pleasure: chiamatelo come volete. Per farla breve, mi piacciono i film ambientati ai Poli, o in regioni sub-polari (o su piattaforme petrolifere, ma qui i distinguo sarebbero troppi).

Inutile stare a pensare se sia nato prima l'uovo o la gallina, se mi piacciano quelle cose lì perché adoro La cosa o Un medico fra gli orsi o se adori in maniera particolare La cosa o Un medico fra gli orsi anche perché mi piacciono quelle cose lì. I fatti son questi.

E poi le ambientazioni desertiche, i ghiacci, il freddo e il vento, le spedizioni e le basi polari, l'isolamento estremo, il gruppo ristretto, le condizioni proibitive: son belle soddisfazioni, belle cose da vivere comodamente sprofondati nella poltrona del cinema o raggomitolati sotto al plaid sul divano di casa.

Mi piaccion quelle cose lì. E non solo il film di Carpenter o la serie tv più sottovalutata di tutti i tempi: anche robe (buone) come The Last Winter di Larry Fessenden, o il coreano Antarctic Journal, che peraltro hanno diversi punti in comune. Sono persino riuscito a guardare un po' di episodi di Men in Trees perché era ambientato in Alaska.

Allora è anche per questo che mi fa piacere che ci sia in lavorazione un film come The Grey.

Certo, ci sono anche altri motivi: ad esempio perché del film ho letto la sceneggiatura e nel suo genere non è affatto male. E perché su Joe Carnahan una pietra sopra ancora non ce l'ho messa: non è come un DJ Caruso, che con me ha chiuso, che dopo Salton Sea ha dimostrato come quel film sia stato uno sbaglio. No: a Carnahan la possibilità di tornare ai livelli di Narc gliela do ancora.

E The Grey potrebbe essere il film giusto, vuoi per l'indipendenza produttiva, vuoi per la storia: quella di un gruppo di operai di un campo petrolifero in Alaska che, in volo per tornare ad Anchorage dopo mesi di lavoro in isolamento, precipita nel nulla della natura selvaggia. E, come se non bastasse, se la deve vedere con un branco di lupi famelici.

Questa la prima immagine del film, che si sta girando in British Columbia.

That's what I'm talking about...

Per fortuna, nei panni del protagonsita c'è Liam Neeson, e non il fighetto Bradley Cooper, cui Carnahan aveva inizialmente pensato. Cosa c'entrava Sberla in Alaska, dico io?

Poi certo, all'orizzonte c'è anche il prequel/reboot de La cosa, quello con Mary Elizabeth Winstead e Joel Edgerton. Ma quello è un altro discorso. Lì l'attesa fa il paio con il timore.

In tutto questo, vivo come una grave onta il fatto di non essere ancora riuscito a recuperare Encounters at the End of the World, il documentario polare di Werner Herzog. Ma sta lì pronto. E mi smacchierò molto presto.

Sotto al plaid.

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Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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