Intervallo #8 - aka è finita pure questa

by Federico Gironi 10. settembre 2011 17:30

Venezia 68 - La sigla (da cambiare)

 

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Leoni, ciò

by Federico Gironi 10. settembre 2011 15:58

E va bene.
Cedo anche io allo sport preferito di queste ore.

I miei leoni però non sono né d'oro né d'argento, sono più come quello che sta qui a fianco.
Omaggio ai veneziani Pitura Freska.

Che poi, una volta, qualcuno mi dovrà spiegare per bene come mai Venezia è così intrisa di reggae e cultura rasta.

Vabbe'.

Ecco i premi, come potrebbero essere se fissassi su carta per un attimo dei pensieri che cambiano sempre.

Miglior film: Faust
Gran Premio della Giuria: Tinker, Tailor, Soldier, Spy

O viceversa. No, forse no.
E poi:

Miglior Regia: Steve McQueen (Shame) e Roman Polanski (Carnage)
Miglior attore: Gary Oldman (Tinker, Tailor, Soldier, Spy)
Miglior attrice: Carey Mulligan (Shame)
Miglior sceneggiatura: Todd Solondz (Dark Horse)
Miglior attore emergente: Shannon Beer (Wuthering Heights)
Miglior opera prima: Missione di pace

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Things I Learned in Venice

by Federico Gironi 10. settembre 2011 10:39

Ecco una lista (in costante aggiornamento e in ordine sparso) delle cose imparate durante questa 68esima edizione del Festival di Venezia.

- Claudia Pandolfi è stonata

- La gente non si è accorta del cammeo di Polanski

- Gary Oldman piace ancora alle donne

- Filippo Timi si scusa se ti urta (in senso fisico, non al cinema)

- Gossip batte cinema 2-0

- Un barista veneziano a Roma non durerebbe 10 minuti

- Quando corre Michael Fassbender fa lo skip all'indietro

- Gwyneth Paltrow è antipatica (nota personale: unsubscribe Goop)

- Qualche speranza per il cinema italiano c'è, se gli alieni sono Gipi e Lagi

- Anche a Taiwan conoscono Braveheart

- Certi registi son troppo permalosi

- A volte la fatica (della visione) viene ricompensata

- Amir Naderi mi guarda male senza motivo

- Cime tempestose è uno dei "libri preferiti di Bella e Edward"

- Steve McQueen indossa magliettine coloratissime

- Garrel è applaudito da quelli vestiti bene

- La cinefilia NON è masochismo

- Ryan Gosling sa portare la gondola

- Cenare con Tatti Sanguineti è divertentissimo

- Quelli del Kino si danno da fare

- Malamocco è assai carina

- Madonna vuole la botte piena e la moglie ubriaca

- I sacchetti coi panini insospettiscono più degli zaini

 

 

 

 

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Intervallo #7

by Federico Gironi 10. settembre 2011 10:36

Venezia 68 - Nomi celebri di casa al Lido

Intervallo by federicogironi

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Il rito dello spritz

by Federico Gironi 7. settembre 2011 18:29

Al Festival di Venezia esiste un rito al quale nessuno si può sottrarre: lo spritz.

Originario di questi lidi (scusate il gioco di parole), lo spritz è un aperitivo di cui potete leggere qui, in caso di bisogno, e che oramai si è diffuso in buona parte dell'Italia.
Però a Venezia è un'altra cosa.
Al Festival, ancora di più.
Arrivata una certa ora, non c'è bar che non venga assaltato, non c'è comitiva di appassionati o giornalisti che non perda almeno qualche elemento per via della bevanda, non c'è momento di relax che non venga tinto dal rosso del Campari o dall'arancio dell'Aperol.

È davanti agli spritz, che si consumano i momenti più significativi del festival, che si creano correnti di pensiero e allenze, che si fratturano rapporti e amicizie per un film, che si fanno riflessioni e si chiedono interviste.
Che ci si riposa e si placano i fervori e gli animi.

Pare che stamane, per dire alla Comencini dell'accoglienza avuta dal suo film, le abbiano prima portato uno spritz.
Se abbia funzionato o meno, non ve lo so dire.
Ora vado. Mi aspettano.
Per uno spritz.

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Madonna, che barba che ha il dio della carneficina

by Federico Gironi 1. settembre 2011 17:22

Curioso.
Nel giorno in cui il Lido di Venezia è sottosopra per via dello sbarco di Madonna (anche se personalmente sono sottosopra per via della visione del suo film...), su comingsoon.it va online una sezione Musica che abbiamo tenuto in gestazione per qualche tempo. Più che di coincidenza, in questo caso si potrebbe parlare di assonanze.

Comunque qui a Venezia la musica sarà protagonista: c'è il documentario su Vasco, quello su Fernanda Pivano che ha assicurato la presenza di Patti Smith, il nuovo film concerto dei Sigur Ros e molto altro ancora.
Peccato però che qui le muzak o le colonne sonore proposte dalla Biennale negli spazi davanti al red carpet o dai tanti baretti del lungomare, non siano esattamente all'altezza dei nomi appena citati.

Poi, per carità, mi terrei anche quella roba lì se lo scontrino che ti viene presentato fosse umano.
Avoglia a parlare di rinnovato legame con le realtà commerciali del Lido e di nuovi sforzi organizzativi in conferenza stampa di presentazione: il problema cibo, a Venezia, è sempre lo stesso. In termini economici e qualitativi.

Ma ora basta, non mi occupo di queste cose e mi limito a fare il mio lavoro, come ha detto Christoph Waltz in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sull'essere diventato famoso.
Waltz aveva una lunga barba bianca bellissima.
La vorrei anche io.

Il vestito di Madonna, invece, glielo lasciamo.
Che poi, se Waltz è chiaramente (seppur in parte) lo specchio di Polanski in Carnage, in cosa si è rispecchiata Miss Ciccone nel suo film?
Da un certo punto di vista in tutto. Inteso come vacuità.
Anche perché in conferenza stampa, lei, ha detto che non dovrebbe abdicare affatto al suo ruolo di regina del pop, per amore.
Che può benissimo mantenere l'una e l'altra cosa.

Sarà.
Al cinema, almeno, potrebbe rinunciare.
Che deve tenersi proprio tutto tutto?

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Il gondoliere

by Federico Gironi 31. agosto 2011 11:46

È probabile che molti di voi che leggete siate spettatori di Coming Soon Television.
Magari alcuni di voi “affezionati” spettatori.
E magari vi ricorderete di un para-reality che andava in onda dal Festival di Venezia qualche anno fa che si chiamava "L’appartamento veneziano".

Una delle protagoniste di quella che mi pare fosse la seconda edizione di quel programma è stata una ragazza di nome Elisa Volpi.
Dopo "L’appartamento veneziano", per una complessa girandola del destino, la Volpi finì a fare uno stage presso Coming Soon. Rimase con noi per un po’, poi le nostre strade si separarono e poi, per altre complesse girandole del destino, si sono incrociate di nuovo.
La faccio breve: oggi Elisa Volpi è una figura di riferimento all’interno dell’azienda, una pietra angolare senza la quale tutti noi crolleremmo.
Come pezzi. Di stoffa. Bagnata. 

“Sì, ma a noi che diavolo ce ne frega di questa Volpe?”, starete pensando.
Avete ragione. È che l’ho presa un po’ alla larga.

Il fatto è che la Volpe in oggetto, come tante altre donne, di questi tempi, è leggermente ossessionata dal grande assente di questa prima giornata di Festival di Venezia.
Da quel Ryan Gosling cui George Clooney con Le idi di marzo ha quasi idealmente passato il testimone.
Da quel Ryan Gosling grande talento del cinema contemporaneo.
Da quel Ryan Gosling diventato un sex symbol.
Da quel Ryan Gosling che seda risse per le strade di New York e che viene rebloggato ossessivamete da ogni Tumblr degno di questo nome.

Ma Ryan Gosling, a Venezia, non c’è.
“È impegnato”, dicono.

E invece no.
Non è vero.
Ryan Gosling a Venezia era venuto.
Dico davvero.

Le cose sono andate così.
Ryan era arrivato ieri, in incognito, per godersi un po’ Venezia.
Solo che, a S.Marco, sono successi i seguenti fatti:
una coppia di turisti russi era in attesa da 2 ore sotto il sole per un giro in gondola quando, per un comprensibile errore, l’unica imbarcazione disponibile è finita ad una comitiva di spagnole alticce e rumorose.
La reazione di lui (russo) è stata furente. Bisogna capirlo. Era il suo turno.
Ma gira che ti rigira, si stava scatenando un putiferio le cui conseguenze avrebbero potuto anche esser gravi.

È stato allora che è arrivato lui.
Ryan.
Con indosso la consueta maglia a righe che lo faceva già naturalmente calare nella parte, ecco che Gosling è ha gentilmente requisito una gondola di passaggio pagandola in contanti, ha calcato in testa una paglietta, è balzato dietro la fórcola e ha iniziato a vogare alla veneta con stile impeccabile, tra gli applausi degli astanti.
Da allora, nessuno l’ha più visto.
Si mormora però che un giovane americano abbia iniziato a fare il gondoliere di notte, offrendo gratuitamente romantiche navigazioni alle coppie bisognose.

È una storia vera, parola di lupetto.
Se non l’avete trovata su altre testate è solo perché nessuno, in quel frangente, si è accorto che l’aitante gondoliere fosse il realtà lui, Ryan Gosling.
Ho le prove.
Sto recuperando un video girato col cellulare da una signora di Lodi, che però non è capace a spedirmelo via mail.
Voi tornate qui ogni tanto.
Appena arriva lo uploado.
Perché arriva.
Se la signora non riesce, l’aiuta Ryan.

...

...

Sì lo so, la mia è tutta invidia.
Però Gosling è bravo vero.
L'ho detto qui, in tempi non sospetti, prima che da un giorno all'altro diventasse quel che è oggi.
E lo ridico oggi, dopo aver visto il film di Clooney che ha aperto la Mostra.
Ne Le idi di marzo non arriva ai livelli di astrazione e intensa essenzialità raggiunti in Drive, ma porta a casa comunque un'interpretazione di alto livello: composta, misurata, ma mai troppo trattenuta.
Quella di Gosling è una recitazione d'altri tempi, e in senso assolutamente positivo.
Come il film che la contiene.

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Intervallo #1

by Federico Gironi 30. agosto 2011 18:45

Venezia 68 - la fila per il ritiro accrediti

 

Intervallo by federicogironi

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La grande abbuffata

by Federico Gironi 28. luglio 2011 14:20

Oggi c'è stata la conferenza stampa di presentazione del programma di Venezia 2011.
Come ogni anno da dieci anni a questa parte, tranne quelli in cui non ero a Roma, sono andato.
Dovere professionale, certo. Ma non solo.
Trovo queste grandi occasioni cinematografico-giornalistiche dei territori di esplorazione antropologica davvero inimitabili.
E poi, questa conferenza veneziana, è immutabile nel tempo.

Il tutto si svolge regolarmente e invariabilmente così:
Si arriva nella grande hall di un grande albergo romano, dove ci si scambiano convenevoli, saluti e materiali di lavoro: quelli che gli uffici stampa dei vari film consegnano a mano agli addetti ai lavori. Ma soprattutto si fanno un sacco di pubbliche relazioni, non sempre improntate al massimo della sincerità.

Poi si assiste alla conferenza stampa vera e propria, nel complesso quasi sempre piuttosto inutile, con Presidente della Biennale cui sono affidate le formalità organizzativo-burocratiche e il Direttore della Mostra che parla in maniera obliqua di un programma noto da almeno un'oretta.
Dato che all'arrivo nella hall consegnano la cartellina con l'elenco completo dei film e molto altro.
Poche e quasi sempre provenieniti dagli stessi giornalisti le domande di rito, un po' standardizzate, e molte le impazienze, non solo per via delle lungaggini degli oratori.

Perché alla fine, quello che si aspetta davvero è il grande buffet che chiude l'evento.
Le porte delle due grandi sale allestite per rifocillare i poveri giornalisti, gli stravolti uffici stampa, i disperati produttori, gli esausti distributori e i sempre presenti VIP accorsi a presenziare, vengono presidiate fin dal primissimo mattino, custodite gelosamente dagli addetti dell'hotel che vogliono scongiurare assalti prematuri.
E già mentre parlano Presidenti e Direttori si formano file e capannelli per assicurarsi le pietanze più calde nei tempi più rapidi.
Quando le porte, finalmente, si aprono, ecco che la festa comincia davvero. 

C'è chi sostiene che la qualità del rinfresco sia spesso indicativa di quella della Mostra a venire.
Quest'anno non dovrebbe andarci male, allora.

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Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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