È probabile che molti di voi che leggete siate spettatori di Coming Soon Television.
Magari alcuni di voi “affezionati” spettatori.
E magari vi ricorderete di un para-reality che andava in onda dal Festival di Venezia qualche anno fa che si chiamava "L’appartamento veneziano".
Una delle protagoniste di quella che mi pare fosse la seconda edizione di quel programma è stata una ragazza di nome Elisa Volpi.
Dopo "L’appartamento veneziano", per una complessa girandola del destino, la Volpi finì a fare uno stage presso Coming Soon. Rimase con noi per un po’, poi le nostre strade si separarono e poi, per altre complesse girandole del destino, si sono incrociate di nuovo.
La faccio breve: oggi Elisa Volpi è una figura di riferimento all’interno dell’azienda, una pietra angolare senza la quale tutti noi crolleremmo.
Come pezzi. Di stoffa. Bagnata.
“Sì, ma a noi che diavolo ce ne frega di questa Volpe?”, starete pensando.
Avete ragione. È che l’ho presa un po’ alla larga.
Il fatto è che la Volpe in oggetto, come tante altre donne, di questi tempi, è leggermente ossessionata dal grande assente di questa prima giornata di Festival di Venezia.
Da quel Ryan Gosling cui George Clooney con Le idi di marzo ha quasi idealmente passato il testimone.
Da quel Ryan Gosling grande talento del cinema contemporaneo.
Da quel Ryan Gosling diventato un sex symbol.
Da quel Ryan Gosling che seda risse per le strade di New York e che viene rebloggato ossessivamete da ogni Tumblr degno di questo nome.
Ma Ryan Gosling, a Venezia, non c’è.
“È impegnato”, dicono.
E invece no.
Non è vero.
Ryan Gosling a Venezia era venuto.
Dico davvero.
Le cose sono andate così.
Ryan era arrivato ieri, in incognito, per godersi un po’ Venezia.
Solo che, a S.Marco, sono successi i seguenti fatti:
una coppia di turisti russi era in attesa da 2 ore sotto il sole per un giro in gondola quando, per un comprensibile errore, l’unica imbarcazione disponibile è finita ad una comitiva di spagnole alticce e rumorose.
La reazione di lui (russo) è stata furente. Bisogna capirlo. Era il suo turno.
Ma gira che ti rigira, si stava scatenando un putiferio le cui conseguenze avrebbero potuto anche esser gravi.
È stato allora che è arrivato lui.
Ryan.
Con indosso la consueta maglia a righe che lo faceva già naturalmente calare nella parte, ecco che Gosling è ha gentilmente requisito una gondola di passaggio pagandola in contanti, ha calcato in testa una paglietta, è balzato dietro la fórcola e ha iniziato a vogare alla veneta con stile impeccabile, tra gli applausi degli astanti.
Da allora, nessuno l’ha più visto.
Si mormora però che un giovane americano abbia iniziato a fare il gondoliere di notte, offrendo gratuitamente romantiche navigazioni alle coppie bisognose.
È una storia vera, parola di lupetto.
Se non l’avete trovata su altre testate è solo perché nessuno, in quel frangente, si è accorto che l’aitante gondoliere fosse il realtà lui, Ryan Gosling.
Ho le prove.
Sto recuperando un video girato col cellulare da una signora di Lodi, che però non è capace a spedirmelo via mail.
Voi tornate qui ogni tanto.
Appena arriva lo uploado.
Perché arriva.
Se la signora non riesce, l’aiuta Ryan.
...
...
Sì lo so, la mia è tutta invidia.
Però Gosling è bravo vero.
L'ho detto qui, in tempi non sospetti, prima che da un giorno all'altro diventasse quel che è oggi.
E lo ridico oggi, dopo aver visto il film di Clooney che ha aperto la Mostra.
Ne Le idi di marzo non arriva ai livelli di astrazione e intensa essenzialità raggiunti in Drive, ma porta a casa comunque un'interpretazione di alto livello: composta, misurata, ma mai troppo trattenuta.
Quella di Gosling è una recitazione d'altri tempi, e in senso assolutamente positivo.
Come il film che la contiene.