Oggi è mercoledì.
Oggi, con il film di Ivan Cotroneo La Kryptonite nella borsa, si chiude il concorso del Festival Internazionale del film di Roma.
Da domani in avanti, anche le altre sezioni propongono essenzialmente repliche.
Eppure, il Festival va avanti fino a venerdì.
Sera.
E oggi, mercoledì, il programma delle proiezioni per la stampa prevedeva, in contemporanea al mattino, le proiezioni di due film fuori concorso, quello di Faenza e quello di Curtis Hanson. In contemporanea.
Una gestione degli spazi e dei tempi quantomeno curiosa.
Si vede che c'era del tempo da perdere.
E c'eran soldi da spendere.
E dire che c'è la crisi.
Insomma, io con quello che ha detto il ministro Galan l'altra sera sul red carpet, alla fin fine son d'accordo.
Devo essere sincero: son sei anni che mi chiedo il senso di questa manifestazione.
D'altronde, mi chiedo il senso di molte altre cose, in questi giorni.
Di cose che durano da ben più di sei anni. E che hanno finito la benzina da tempo, ma la tirano per le lunghe con il chiudere i battenti.
Oddio.
Non è che dovremo invocare l'emergenza nazionale anche per i cinema?
Lo spettro del default minaccia anche l'Auditorium?
Io i Ghostbusters non li chiamo, nel caso.
A proposito di fantasmi e altre creature dell'occulto.
Oggi, uscendo dalla sala stampa mi sono imbattuto frontalmente in Deborah Ann Woll, la Jessica di True Blood, nel cast del film di Faenza.
Era pallidissima e fasciata da un bell'abitino porpora.
Fun Fact of the Day: la Woll è celiaca.
La mia fonte è seria e affidabile.
Comunque sto divagando.
Torniamo alle cose serie.
A un certo punto, ne La kryptonite nella borsa, un personaggio è su una spiaggia e si lamenta per l'essersi sporcato di catrame. Il bambino con lei, il protagonista del film, gli risponde di usare l'acqua ragia.
Ecco, nel contesto di un film trascurabile, questa è stata per me una piccola madeleine.
Anche io, da piccolo, negli anni Settanta (anche primi Ottanta, va'...), mi sporcavo sempre col catrame, in spiaggia. E venivo ripulito con l'acqua ragia.
Me l'ero quasi dimenticato.
Oggi, il catrame sulle spiaggie non c'è più.
Mi chiedo dove sia finito.
Ah, quelle giornate in spiaggia, col catrame. Come le merendine, il brodo di pollo quand'ero malato, gli ultimi giorni prima delle vacanze.
Michele, è finita, hai perso la partita.