Good Morning

by Federico Gironi 29. aprile 2011 09:33

Fancy a cup of coffee with David Lynch and Barbie?

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Wild Boy(s) at Heart

by Federico Gironi 15. marzo 2011 13:09

Nella ristretta (?) lista dei registi del mio cuore e del mio cervello - e pure del mio stomaco, va' - David Lynch occupa un posto di tutto rilievo.
L'esperienza della visione (dentro e fuori lo schermo) di un film straordinario come INLAND EMPIRE ai tempi del suo passaggio al Festival di Venezia del 2006 non finisce ancora di scuotermi.

In anni di carriera, Lynch non ha fatto altro che ridefinire il territorio, la materia, la forma e i confini di quello che normalmente intendiamo come cinema. E non solo, considerando il peso dell'impatto culturale, immaginifico e produttivo che ha avuto anche sulla televisione e la sua fruizione con una cosa chiamata Twin Peaks.

Senza poi contare tutti quegli esperimenti audiovisivi che sono fruibili attraverso il suo sito ufficiale: da Dumbland a Rabbits, ma anche i suoi (sur)reali weather reports per la città di Los Angeles.
E senza poi parlare della sua attività come venditore di caffé, di quella musicale che ha portato alla realizzazione di due singoli di electro-pop intitolati "I Know" e "Good Day Today".  O del fatto che appaia come cammeo ricorrente nel cartoon The Cleveland Show nei panni di Gus the Bartender.

Ma ora Lynch (che è un genio, si può dire?, e ha un gran senso dell'umorismo) si prepara a stupire di nuovo.

Avete presente quella serie di concerti trasmessi via web, sponsorizzati da una nota carta di credito e chiamati Unstaged? Quelli la cui regia è stata affidata a D.A. Pennebaker nel caso dei The National e a Terry Gilliam in quello degli Arcade Fire?
Ecco.

Ora tocca a Lynch. Che dirigerà il webcast di un live dei Duran Duran.
David Lynch. I Duran Duran.
E' una cosa meravigliosa. Da darsi alla meditazione trascendentale. O anche no. Però la data è il 23 di marzo, e annotatela su qualche tovagliolino di carta che poi perderete.

E ora, mentre bevete un caffé, per festeggiare due tre video al prezzo di uno.
Il primo è una specie di trailer dell'evento in questione.
Il secondo, in due parti, è il minifilm che di recente Lynch ha girato per Dior, con Marion Cotillard. Che non fa mai male.


 

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Ready... Set... Ciak

by Federico Gironi 6. febbraio 2011 18:42

Questa sera si gioca il Superbowl. Che non è solo un evento sportivo, è un evento mediatico, gli spot fatti apposta, lo spettacolo, le grandi cerimonie dei media, bla-bla-bla.

Dato che stasera si gioca il Superbowl, in rete è spuntato questo video qui. Dategli uno sguardo: 

Ovviamente, si tratta di un giochino e nulla di più, che può far sorridere o meno, in parte o nel complesso. 

Una cosa però mi ha colpito: la parte su Wes Anderson (timecode reference 01:12).

Ecco, quel segmento lì pare il meno riuscito di tutto il video. Nel senso che non mi pare che, musichine a parte, si sia minimamente riusciti a catturare lo spirito o lo stile del regista, nemmeno in chiave ironica o paradossale, come ad esempio accade nel segmento dedicato a Werner Herzog (timecode reference 02:23).

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che un David Lynch (altro regista citato nel video) ha uno stile meno personale e identificabile di quello di Anderson? O che Anderson sia di default inimitabile mentre gli altri sì? Certo che no. Vuol dire, forse, che partendo da materiali audiovisivi tradizionali e standardizzati - come il repertorio tv utilizzato nel video - è più difficile trovare il modo per avvicinarsi (anche in maniera imitativa, parodistica, satirica) all'idea di immagine e di cinema proposta da Anderson, cercare di catturare e riproporre i suoi marchi, i suoi stilemi, le sue caratteristiche, i suoi aromi.

E che allora, forse, l'impronta formale (e non solo) di Anderson è più forte e innovativa di quanto finora, in molti, si siano affannati a farci credere. Che il suo lavoro sul cinema, dall'appiattita profondità, è più radicale e mediaticamente moderno di tante ostentate e superficiali tridimensionalità circensi.

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Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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