Questa sera si gioca il Superbowl. Che non è solo un evento sportivo, è un evento mediatico, gli spot fatti apposta, lo spettacolo, le grandi cerimonie dei media, bla-bla-bla.
Dato che stasera si gioca il Superbowl, in rete è spuntato questo video qui. Dategli uno sguardo:
Ovviamente, si tratta di un giochino e nulla di più, che può far sorridere o meno, in parte o nel complesso.
Una cosa però mi ha colpito: la parte su Wes Anderson (timecode reference 01:12).
Ecco, quel segmento lì pare il meno riuscito di tutto il video. Nel senso che non mi pare che, musichine a parte, si sia minimamente riusciti a catturare lo spirito o lo stile del regista, nemmeno in chiave ironica o paradossale, come ad esempio accade nel segmento dedicato a Werner Herzog (timecode reference 02:23).
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che un David Lynch (altro regista citato nel video) ha uno stile meno personale e identificabile di quello di Anderson? O che Anderson sia di default inimitabile mentre gli altri sì? Certo che no. Vuol dire, forse, che partendo da materiali audiovisivi tradizionali e standardizzati - come il repertorio tv utilizzato nel video - è più difficile trovare il modo per avvicinarsi (anche in maniera imitativa, parodistica, satirica) all'idea di immagine e di cinema proposta da Anderson, cercare di catturare e riproporre i suoi marchi, i suoi stilemi, le sue caratteristiche, i suoi aromi.
E che allora, forse, l'impronta formale (e non solo) di Anderson è più forte e innovativa di quanto finora, in molti, si siano affannati a farci credere. Che il suo lavoro sul cinema, dall'appiattita profondità, è più radicale e mediaticamente moderno di tante ostentate e superficiali tridimensionalità circensi.