Questione di scelte

by Federico Gironi 12. maggio 2011 13:53

Al secondo giorno il cielo si annuvola leggeremente e il festival di Cannes entra nel vivo.

Il che vuol dire che, se ieri c'erano sostanzialmente due soli film, oggi tra selezione ufficiale e sezioni collaterali i titoli da scegliere sono tantissimi.
Il che vuol dire che è il tempo del dubbio: perché a meno di non essere qui in vacanza o di lavorare coi tempi lunghi di un mensile, le scelte da fare sono tante.

Vado a vedere il film A o il film B?

Che poi spesso e volentieri finisce che ti sembra sempre di aver sbagliato:

Federico: Hei ciao, hai visto il film A?
Amico 1: No, sono andato a vedere B.
Federico: Hai fatto bene, A era una gran palla.
Amico 1: Davvero? Ah, B era bellissimo.
Federico: Vabbe'...

Com'è che tutti vedono capolavori e io no?

Lo ammetto. Questo è un post preventivo, ché finora mi è andata bene.
Ma sono certo che tra qualche giorno il dialogo qui sopra avverrà nella vita reale. Di nuovo.

Un festival come quello di Cannes è un po' come una storia a bivi. Ognuno si fa il suo. Con maggiore o minore fortuna.
Wish me luck. Lo dico anche per voi.

Nel frattempo oggi, in conferenza stampa prima e sulle Montée poi, occhi e obiettivi puntati su Emily Browning, che pare voler costruire una carriera sul sex appeal, su una maestosa Tilda Swinton e su una sempre più brava Mia Wasikowska. Giornata al femminile, insomma.

C'è anche spazio per un po' d'Italia, in attesa di Moretti e Sorrentino: alle 17 proiettano Il conformista del Bertolucci premiato con la Palma d'oro "alla carriera", e sul daily di Screen uno speciale sul cinema del nostro paese, con articoli sui nostri film al festival, un pezzo sul successo al botteghino delle commedie e uno sui nomi emergenti.

Ah, sulla Croisette è sbarcato anche il Ministro Galan. Che si è detto impressionato da Cannes e ha invitato Venezia a migliorarsi. Venezia. Non Roma.

Che il cielo si è annuvolato l'ho detto?

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Fly Me to the Moon

by Federico Gironi 11. maggio 2011 08:45

Mentre siamo tutti ai nastri di partenza, muscoli tesi e testa concentrata, in attesa della pistola dello starter che segnerà l'inizio del Festival, arriva una notizia che d'un colpo fa passare in secondo piano il nuovo film (inaugurale) di Woody Allen e la Palma d'onore a Bernardo Bertolucci.

Perché nel corso della cerimonia d'apertura, prima di Midnight in Paris, verrà proiettata la versione integrale e restaurata di uno di quei film che, per una volta, non è esagerarto o retorico definire una delle pietre angolari della storia del cinema: Le Voyage dans la lune di George Méliès.

Datato 1902 e a lungo dato per perso, il film è stato restaurato da Lobster Films, Groupama Gan Foundation for Cinema e Techinicolor Foundation: e quindi rivivrà anche il colore dato a mano sulla pellicola ai tempi della realizzazione.

Ora, se già la cosa in sé non fosse interessante abbastanza, ecco che a sonorizzare questa versione restaurata di Le Voyage dans la lune sono stati gli Air, uno dei più importanti gruppi di musica elettronica del mondo, realizzatori e portatori di sonorità eteree, sognanti, appunto aeree che sembrano perfette per accompagnare il sogno su pellicola di Méliès.

Io, tra i Lumiere e Méliés, ho sempre fatto il tifo per il secondo. E gli Air sono gli Air.
Fate un po' voi.

Purtroppo non sono né abbastanza importante né abbastanza ammanicato per assistere alla cerimonia d'apertura e a questa esclusiva proiezione.
Ovvio che spero di recuperarla in qualche modo, ma nel frattempo la macchina di Coming Soon si sta muovendo, e non è detto che presto non si torni a parlare di questo film.

Ora però, Woody e Bernardo aspettano. Torno a tendere i muscoli e concentrare la testa.
O, per dirla con Ratman: "Fletto i muscoli e sono nel vuoto".

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One to Watch: Harmony Korine

by Federico Gironi 29. marzo 2011 20:05

Le cose sono andate più o meno così:
durante la mia trasferta all'ultimo festival di Berlino sono andato a vedere un documentario su Bruce LaBruce intitolato The Advocate for Fagdom.
Tra le persone intervistate riguardo LaBruce e il suo lavoro, c'era Harmony Korine.
Che appariva conciato come nella foto che vedete qui a fianco.

Che tipo.

E allora, mi è capitato di mettermi a pensare che in fondo Gummo e Julien Donkey Boy mi erano proprio piaciuti.
E che, per un motivo o per un altro, mi ero poi perso le cose fatte dopo dall'enfant terrible del cinema indie americano.
Allora mi son dato da fare, e ho recuperato Mister Lonely, che mi è piaciuto molto.
Mi manca ancora Trash Humpers, ma ci sto lavorando.

Ecco, Harmony Korine è uno che o lo si odia o lo si ama.
Che o lo si vive, come dice lui, emozionalmente, con lo stomaco, senza cercare razionalismi e lo si apprezza nei temi come nella forma, oppure lo si bolla come un provocatore da quattro soldi.
Io sto coi primi. Non che senta il bisogno di rimarcarlo, perché andrebbe bene lo stesso, ma coi primi ci sono anche anche Gus Van Sant e Jean-Luc Godard.. E Werner Herzog, che non a caso fa spesso l'attore per lui. E anche un "insospettabile" come Bernardo Bertolucci.

Coi primi, poi, c'è anche James Franco.
Sì perché Franco e Korine hanno lavorato assieme ad un progetto di videoarte che verrà presentato alla Biennale di Venezia di quest'anno in rappresentanza degli Stati Uniti. Online c'era un video intitolato "Rebel", ma è stato rimosso dal sito ufficiale di Franco.
Non è chiaro se questo progetto sia lo stesso oggetto delle indiscrezioni trapelate poco tempo fa - per le quali Korine e Franco stavano cercando (o pensavano di) riprendere uno scontro tra bande losangeline rivali, con tanto di coltelli - o se invece quelle voci si riferivano alla voglia dei due di riesumare il progetto folle di Fight Harm: un film dove Korine si applica scatenare apposta vere risse, mettendosi di mezzo in prima persona.
Harmony ci aveva già provato, in passato, a girarlo, ma era finito troppo spesso con le ossa rotte. Letteralmente.
Forse Franco è più grosso e mena meglio. Chissà.

Comunque, (ri)vedeteveli i film di Harmony Korine.
Uno che in un panorama statico e involuto come quello del cinema contemporaneo, nello stagno non ci getta un sasso ma un macigno. Un macigno di quelli fastidiosi e scomodi. Che ti metteno inquietudine addosso.
Avercene.

E guardate anche i videoclip che ha firmato per Daniel Johnston (link a Berlino: lì vidi il bellissimo documentario su di lui poi sparito nel nulla, perlomeno in Italia, The Devil and Daniel Johnston), per Sonic Youth, per Bonnie Prince Billy, per Cat Power.

E vedetevi questo, che è il suo cortometraggio più recente, uscito da poco.
S'intitola Umshini Wam ed è interpretato dagli schizzatissimi rapper sudafricani Ninja e Yo-Landi Vi$$er, due terzi dei Die Antwoord. Il terzo terzo, Dj Hi-Tek, ha fatto le musiche.
Puro Korine.

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Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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