Extended Version

by Federico Gironi 17. febbraio 2011 16:26

Sono tornato. Qualcuno forse, leggendo qualcuna di queste cose qui, si sarà accorto che ho fatto un salto a Berlino per seguire parte della 61esima edizione del festival.

Penso di essere stato fortunato, dato che sono riuscito a vedere molte cose buone nel contesto di una Berlinale che, pare, non sta riservando un gran che ai suoi frequentatori.

Tra queste, quella che sono andato a vedere in fretta e furia il giorno del mio arrivo, lo scorso sabato. In programma, infatti, c'era la proiezione di parte della selezione dei corti selezionati in Berlinale Shorts: s'intitola Scenes from the Suburbs, è diretto da Spike Jonze e da lui stesso sceneggiato assieme a Will e Win Butler.

Win Butler è il signor Arcade Fire, ovvero il leader di uno dei gruppi più idolatrati dagli indie di tutto il mondo. E qui forse qualcuno capisce già dove sto andando a parare.
Perché qualche mese fa, Jonze ha diretto il videoclip di "The Suburbs", il primo singolo del nuovo, omonimo disco degli Arcade Fire. Il video era già un piccolo corto, come potete vedere da soli:

Scenes from the Suburbs è molto più di una versione estesa di questo video, anche se ovviamente ne riprende temi e sensibilità, a loro volta fortemente debitrici di quelle dei lavori di Jonze e degli Arcade Fire.

Modulando la Nouvelle Vague con la lettura della giovinezza propria di tanto cinema indie recente (passando per Spielberg), Jonze gira con estrema levità un corto nel quale i temi della fine di una stagione (della vita) e del vivere in quelle realtà modulari che sono i suburbia americani sono esplosi e declinati con modalità insolite, con l'irrompere di ansie terribili e violente provenienti da un immaginario solitamente alieno.
In precedenza quasi soave persino nella malinconia, Jonze questa volta racconta che persino il luogo per eccellenza del quieto vivere e del sogno americani non può più bearsi di un ignavo isolamento, vittima di quel caos violento e canceroso del mondo "esterno" che ha storicamente cercato di evitare. Che la corruzione della purezza è oramai pervasiva.

Il risultato è emotivamente coinvolgente, sorprendente e inquietante. Un film che pare il controcanto di quel The Myth of the American Sleepover visto a Torino qualche mese fa e che temo nelle sale non arriverà mai.

Comunque, a Berlino i corti sono seguitissimi. Non solo quelli di Jonze.

Digg It!TwitterStumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFacebookBlinkListGoogleMySpace

One to Watch: Richard Ayoade

by Federico Gironi 7. febbraio 2011 21:14

Questa volta vado sulla fiducia.

Richard Ayoade è un comico britannico. Padre nigeriano e madre norvegese, è noto soprattutto per il ruolo di Maurice Moss nella sit-com inglese The It Crowd. Che molti, sbagliando, pensano nata sulla falsariga di The Big Bang Theory, quando invece l'ha preceduta di un anno. 

In The It Crowd, Ayoade interpreta il ruolo di uno dei due nerdissimi componenti il reparto informatico di una grande azienda: i paria della società, lavorano in uno scantinato, snobbati da tutti tranne quando è necessario risolvere un problema (solitamente ridicolo) su qualche terminale aziendale. 

Ayoade, però, è anche regista. Nel corso degli anni passati ha diretto videoclip per band come gli Arctic Monkeys, Super Furry Animals, Yeah Yeah Yeahs, Kasabian e Vampire Weekend. E ora ha esordito nella regia cinematografica. 

Il suo primo film s'intitola Submarine: e da quando è stato presentato al Festival di Toronto (e poi a quello di Londra e al Sundance), in rete ha suscitato un gran clamore. 

Tutti parlano della nascita di un nuovo talento, di un Wes Anderson in salsa britannica e personalissima, di un film comico e delicato. Racconta una classica storia di coming-of-age, protagonista un 15enne socialmente inetto convinto di essere un genio letterario, alle prese con una famiglia allo sbando e la perdita della sua verginità.

Se il clamore che circonda Submarine sia giustificato o meno lo dovrei scoprire a breve. Il film sarà a Berlino, sezione Forum, e io dovrei essere da quelle parti nei giorni in cui verrà proiettato. Nel frattempo, sulla fiducia, ve ne propongo il trailer appena sbarcato online. 

Ma ne riparleremo.

PS - la colonna sonora, non a sorpresa, è opera degli Arctic Monkeys. Il brano che si ascolta nel trailer è invece “Quand On N’A Que L’Amour (Ne Me Quitte Pas)” di Jacques Brel. Direi che musicalmente ci siamo.

PPS - Ayoade è già al lavoro su un altro progetto. Un adattamento de "Il Sosia" di Fëdor Dostoevskij.

Digg It!TwitterStumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFacebookBlinkListGoogleMySpace

Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


Archivio

Ultimi Commenti

Comment RSS