E io pago

by Federico Gironi 29. settembre 2011 11:12

Mentre scrivo, ad Atene i dipendenti pubblici occupano i ministeri.
Stamattina, alla radio, un giornalista del Corriere della Sera parlava con tono lugubre della crisi economica internazionale.
Alessio Rastani è il personaggio del giorno e il lusso è l'unico settore che tira.

Ok. Il lusso.
Ok. Modificare l'ambiente attorno alla persona con più potenziale economico.
(Ok si fa per dire. )

Però, ecco.
Mi avete voluto modificare l'ambiente attorno anche al cinema?
Almeno assumetevi le vostre responsabilità.
Perché a me non sta bene affatto che ora la Sony (la S.o.n.y.) se ne venga fuori a dire che lei gli occhialini per il 3D non li vuole più pagare per gli spettatori dei suoi film.
Ce l'avete imposto voi, questo 3D. E vi è scoppiato tra le mani.
E ora, che fate? Fate i vaghi con l'aria di chi dice "ah, non so, io non c'ero"?

Dice: "eh ma fornire gli occhialini 3D pesa in bilancio fino a 10 milioni di dollari per titolo, e il 3D al botteghino non tira come speravamo".
E il rischio imprenditoriale?
E pensate che scaricare un ulteriore sovrapprezzo sui biglietti (una delle vie d'uscita più probabili) farà andar meglio le cose?
E smetterla, con questo 3D, no eh?

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Blast from the Past

by Federico Gironi 31. maggio 2011 14:43

Lo so.
Sono stato assente a lungo da queste pagine.
E' che sono certo che nessuno ha seriamente sentito la mia mancanza, e in più non è che uno debba necessariamente avere sempre qualche cosa d'interessante da dire. A volte è meglio tacere.
A volte.

Poi, a dirla tutta, dopo un grande e lungo festival come quello di Cannes sento sempre il bisogno di ricaricarmi, di digerire bene tutto il cinema assimilato durante la trasferta. Di digiunare per un po'.
Sarà per questo che il menù proposto nelle sale in questi giorni non mi ha stuzzicato più di tanto.

Pensare che già negli ultimi giorni passati in Croisette si sentivano discorsi relativi ai titoli papabili per il prossimo Venezia: dal nuovo Polanski a Cronenberg, passando per Payne, Solondz e altro ancora.
Ma questo lo sapete già.
Quel che forse - e dico forse - non sapete è che, gironzolando online, ho trovato quella che appare la conferma di una di queste indiscrezioni: uno dei suoi produttori ha dichiarato nel corso di un'intervista che Tinker, Tailor, Soldier, Spy, il nuovo film di Tomas Alfredson tratto da "La talpa" di Le Carrè, sarebbe stato invitato ad aprire il festival diretto da Marco Muller.

Se così dovesse essere, ne sarei assai felice: perché Alfredson ha firmato un film bellissimo come Lasciami entrare, perché le spy story vecchio stile mi piacciono molto e perché il cast di questo nuovo titolo promette benissimo.
Anche il look del film pare davvero interessante, come potete vedere nella nostra fotogallery.

A proposito di look e di estetica retrò: poco fa mi sono imbattuto in questo interessante pezzo di Slate. Dategli una letta, quando avete 10 minuti liberi.

E a proposito di look e di estetica retrò: speriamo che Alfredson o non Alfredson, per l'apertura di Venezia 68, prevista per il prossimo 31 agosto, alcuni di questi problemi qui abbia trovato soluzione. Perlomeno teorica.

E a proposito di look e di estetica retrò: gli incassi dei film in 3D stanno crollando.
C'è da chiedersi il perché.

Ah.
A "Cannes a Milano" danno anche Drive.
Se a Roma non lo danno sarà colpa di Pisapia.

 

 

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Now in eye popping 3D

by Federico Gironi 24. gennaio 2011 17:09

Sarò probabilmente già troppo vecchio (dentro/fuori, fate voi...) per entusiasmarmi o per apprezzare le evoluzioni tecnologiche del cinema, ma questa storia del 3D davvero non riesco a capirla.

Non ho finora visto nemmeno un film (compreso Avatar, con la parzialissima eccezione di Coraline: ma trattandosi di stop motion il discorso è complesso...) in cui l'uso delle più moderne tecnologie stereoscopiche fosse effettivamente utile per far compiere uno scarto di qualità in termini di esperienza della visione.
Per non parlare della funzionalità del 3D in termini narrativi.

Questa nuova ondata di film in tre dimensioni (in arrivo solo quest'anno ce ne sono una trentina, come ci ricorda un articolo del Guardian di ieri al riguardo) mi sembra davvero la riproposizione aggiornata (ad uso esclusivamente monetario) di una tecnologia basilarmente vecchia, che ha già fatto i suoi tentativi di colonizzazione del mondo del cinema: fallendo tutte le volte. 

D'accordo con me Sono abbastanza d'accordo con John Carpenter, che in questa intervista, parlando del 3D, dice che "era ridicolo allora ed è ridicolo anche oggi"; e ancora di più con Roger Ebert, che qualche tempo fa, sul Newsweek, ha scritto questa cosa qui.
E viva i Razzies che hanno quest'anno hanno inagurato la categoria "Peggior uso improprio del 3D"

Di certo, il tempo (e le diavolerie del marketing) mi daranno torto. Di certo, Baz Luhrmann regalerà nuova profondità al "Grande Gatsby" girando il suo adattamento in 3D.

O forse, l'unico in grado di farmi divertire davvero col 3D sarà Alexandre Aja con l'imminente Piranha 3D: ma allora si tratterà di un divertimento ludico e autoironico, che strizza l'occhio ai maldestri tentativi degli anni Cinquanta e Settanta.
Non certo alla prosopopea di Cameron e dei suoi discepoli. 

PS - avevo dimenticato l'Herzog di Cave of Forgotten Dreams. Ma insomma...

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“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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