Seriously

by Federico Gironi 28. febbraio 2012 13:48

È finita la stagione dei premi.
Finalmente.

Comunque c'è gente che mi ha scritto su Facebook chiedendo un commento sugli Oscar di quest'anno.
E io ho risposto che ho ben poco da dire.
Era tutto prevedibile, chi meritava davvero non ha vinto e via così.

La verità è che i premi mi annoiano un po', come le premiazioni.
Credo di aver visto la Notte degli Oscar solo un paio di volte in vita mia, quando ancora era trasmessa in chiaro, perché la trovavo noiosa.
Allora non c'era ancora la moda di fare dei commenti sarco-chic sui social network.
Allora non c'erano proprio, i social network.
E forse, a giudicare da quanto ho sentito in giro, quest'anno (come negli ultimi) mi sarei un po' annoiato anche ora che esistono.

Comunque.
Secondo me anche gli Independent Spirit Awards sono stati un po' noiosi.
Però questo monologo iniziale di Seth Rogen fa ridere.
Va ammesso.


Digg It!TwitterStumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFacebookBlinkListGoogleMySpace

Berlinale Animalier

by Federico Gironi 16. febbraio 2012 11:09

Le coincidenze non esistono, diceva lo Jung interpretato da Michael Fassbender in A Dangerous Method.

Allora vorrà dire che sarà un segno di qualcosa, il fatto che, mentre tutti non fanno altro che parlare del cane di The Artist, al festival che ha come logo un orso rampante di animali se ne sono visti tanti.

E non parlo di registi o attori cani. In senso figurato, ovviamente.

Brillante Mendoza, che in Captive ha provato a fare il Michael Mann, deviava spesso il suo sguardo su insetti, pipistrelli, serpenti ed altra fauna della giungla filippina.
Il portoghese Tabu ha nella locandina e come motivo estetico-simbolico ricorrente un coccodrillo.
Rentaneko racconta del il potere taumaturgico dei gatti e lo usa come metafora.
E due dei film più interessanti visti in queste giornate di Festival, Bestiaire e Postcards from the Zoo, fondano sugli animali tutta la loro costruzione estetica e narrativa.

E in tutti e due, peraltro, c'è una giraffa.
In Postcards from the Zoo, addirittura, la giraffa è l'animale centrale.

Ora.
Che cosa voglia dire tutto questo ancora non lo so, ché non ho avuto tempo di pensarci.
Lo sguardo del cinema, gli esseri umani, le bestie, il mondo, bla bla bla.
Ok.

Però qui volevo segnalare solo che ieri sera, uscito dal CineStar (una delle sale del festival, all'interno del celebre Sony Center di Potsdamer Platz), ho visto una cosa fuori dal Museo del Lego.
Vi faccio vedere la foto.
Jung direbbe che non è una coincidenza.
O che è una coincidenza significativa.

Digg It!TwitterStumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFacebookBlinkListGoogleMySpace

All We Need is Just a Little Patience

by Federico Gironi 10. febbraio 2012 19:53

Oggi a Berlino ho intervistato Max von Sydow.
Temevo tirasse fuori una scacchiera, ma non l'ha fatto.
Invece è stato simpatico e attento.
Appena sono entrato nella sua stanza si è scusato per non potersi alzare e stringermi la mano come si deve, che qualche giorno fa è caduto e si è incrinato due costole.
Non li fanno più, quelli come Max von Sydow.
Come uomini e come attori.

Ché, bisogna dirlo, senza di lui il Molto forte, incredibilmente vicino di Daldry sarebbe difficilmente sopportabile.
Uno strazio per gli amanti del romanzo di Foer.
Invece lui c'è, e per quanto magari la sua è una performance con la mano sinistra, quando arriva in scena il suo peso si sente.
Eccome.

Comunque l'ho intervistato.
Anche Stephen Daldry (che per usare un eufemismo mi ha entusiasmato anche meno del suo cinema) ed il giovane robottino Thomas Horn.
3 interviste.
6 minuti ad intervista (taglio televisivo standard).
18 minuti totali.
20 contando gli ingressi e le uscite, va.

Eppure, nel lussuoso e pomposo albergo berlinese sede della delegazione del film, ci sono stato dalle 9.30 alle 12.
2 ore e mezza.
150 minuti.
20 di interviste.
130 di attesa.

"Bella la vita," direte voi. "Due ore seduto in poltrona a far nulla."
A parte che non è vero che non ho fatto nulla, che un minimo a cosa chiedere ai "talent" c'ho pensato. E poi ho scritto delle cose. Di lavoro.
Ma il punto non è questo.
Il punto è che odio perdere tempo.
Perlomeno quando non lo decido io, che voglio perdere tempo.
E ai Festival uno mica ha tempo da perdere: chi si ferma è perduto.
E in questi grandi alberghi lussuosi e pomposi, nemmeno una wi-fi free, ti mettono a disposizione.
Ma dico io: oramai internet è un diritto universale inalienabile.
Che 5 stelle sei, se fai pagare internet?

C'aveva ragione Axl Rose, che ha da poco compiuto 50anni.
Lo diceva lui, quando non ne aveva nemmeno 30: bisogna avere pazienza.



Digg It!TwitterStumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFacebookBlinkListGoogleMySpace

Questione di grip

by Federico Gironi 9. febbraio 2012 21:54

Oggi è partito il Festival di Berlino.
E io sono partito con le scarpe sbagliate.

Cioè, almeno con un paio su due sbagliato.
A quanto pare le suole iperconsunte dei miei vecchi e gloriosi anfibi non offrono un grip ottimale sulla neve che ricopre i marciapiedi intorno a Potsdamer Platz.
E quindi è tutto il giorno che vado in giro pattinando di qua e di la: ma rimango comunque in piedi e vado più spedito degli altri.
Mi sembro Ayrton Senna al Gran Premio di Monaco del 1984.
Derapate che nemmeno Miki Biasion sul Col de Tourini innevato.

Comunque il grip è una cosa importante.
Pensate a quello che ha sulla suo polyrona il direttore del Festival qui, Dieter Kosslick, da anni saldamente al timone nonostante non è che i suoi programmi abbiam mai fatto strappare i capelli (Panorama a Forum, le sezioni collaterali, hanno altri responsabili).
O pensate (pregiudizialmente, ma fidatevi...) a quello che non ha sul cinema una celebre attrice che ha debuttato dietro la macchina da presa con un film "impegnato" che sarà protagonista di queste giornate di festival.

Comunque, io il grip ce l'ho e tento di mantenerlo.
Per farlo, mi sono anche munito di generi di conforto da sgranocchiare nel mio alloggio quando scrivo cretinate come questa o cose serie (?) come questa qui.

Digg It!TwitterStumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFacebookBlinkListGoogleMySpace

Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


Archivio

Ultimi Commenti

Comment RSS