E io pago

by Federico Gironi 29. settembre 2011 11:12

Mentre scrivo, ad Atene i dipendenti pubblici occupano i ministeri.
Stamattina, alla radio, un giornalista del Corriere della Sera parlava con tono lugubre della crisi economica internazionale.
Alessio Rastani è il personaggio del giorno e il lusso è l'unico settore che tira.

Ok. Il lusso.
Ok. Modificare l'ambiente attorno alla persona con più potenziale economico.
(Ok si fa per dire. )

Però, ecco.
Mi avete voluto modificare l'ambiente attorno anche al cinema?
Almeno assumetevi le vostre responsabilità.
Perché a me non sta bene affatto che ora la Sony (la S.o.n.y.) se ne venga fuori a dire che lei gli occhialini per il 3D non li vuole più pagare per gli spettatori dei suoi film.
Ce l'avete imposto voi, questo 3D. E vi è scoppiato tra le mani.
E ora, che fate? Fate i vaghi con l'aria di chi dice "ah, non so, io non c'ero"?

Dice: "eh ma fornire gli occhialini 3D pesa in bilancio fino a 10 milioni di dollari per titolo, e il 3D al botteghino non tira come speravamo".
E il rischio imprenditoriale?
E pensate che scaricare un ulteriore sovrapprezzo sui biglietti (una delle vie d'uscita più probabili) farà andar meglio le cose?
E smetterla, con questo 3D, no eh?

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Occhi aperti

by Federico Gironi 26. settembre 2011 13:28

Potrei cominciare questo post bullandomi.
Potrei cominciare dicendo: "ve l'avevo detto io".

Perché di quelli che sono i due attori del momento, Michael Fassbender e Ryan Gosling (in ordine rigorosamente alfabetico), avevo parlato mesi addietro su queste pagine.
Dicendo, si dell'uno che dell'altro: "son bravi, teneteli d'occhio, vedrete".

Potrei.
Ma bisogna essere onesti.
Perché per sapere chi tenere d'occhio non serve necessariamente avere l'occhio lungo.
Basta solo tenere gli occhi aperti.
Nell'era di internet, non è necessario trasferirsi dall'altro lato dell'oceano per capire chi è già diventato "the next big thing", o chi siano le due reginette dell'universo cine-televisivo indie.
Basta tenere gli occhi aperti.
Tra l'altro, tenendo gli occhi aperti, è stato interessante vedere l'evoluzione delle routine e delle strategie mediatiche che hanno reso i nostri dei divi nell'immaginario collettivo prima ancora che lo facessero i loro film e il loro lavoro.

Comunque, oramai i due sono esplosi, anche da noi.
Complici il festival di Venezia e i film che sono arrivati puntualmente in sala.
Venerdì ci sarà perfino uno scontro diretto nelle sale: Fassbender nell'angolo di A Dangerous Method, Gosling in quello di Drive.
E già si sentono stagionate giornaliste schierarsi da un lato o dall'altro, team Michael contro team Ryan.

Da un punto di vista prettamente recitativo, io non ho dubbi.
Le mie preferenze vanno a Gosling.
Per le cose passate e spesso non viste da noi (come Half Nelson e Blue Valentine) così come per quelle in sala (Drive) o in arrivo (Le idi di marzo).
Fassbender aveva regalato una grande interpretazione in Hunger, e in Fish Tank, ma non si è ripetuto agli stessi livelli né in Shame né nell'altro titolo imminente nei nostri cinema, Jane Eyre.
Bravo è sempre bravo, per carità, ma non allo stesso modo.
Tanto più che in Shame lo supera Carey Mulligan (che a sua volta non supera Gosling nel film di Winding Refn) e nell'adattamento brontiano, invece, Mia Wasikowska.

D'altronde, loro due son bravissime sempre.
Lo dico da tempi non sospetti.
Anche di loro.
Basta tenere gli occhi aperti.

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Box Office Guru

by Federico Gironi 19. settembre 2011 15:29

Solitamente (storicamente, quasi) il mio interesse per le dinamiche e le conseguenti analisi del botteghino non è particolarmente elevato.

Sarà pigrizia, sarà spocchia, sarà miopia, ma non posso negare il vero.
Almeno in questo caso.


Oggi, però, è successo qualcosa che ha suscitato il mio interesse.
Non parlo dell'ottimo esordio del Carnage di Roman Polanski (per la cronaca, più di 870mila euro nel weekend), né del dominio dei Puffi, né della "straordinaria" tenuta del Box Office 3D di Ezio Greggio.

Parlo del film che, per segnalazione del mio vicino di scrivania, ho scopreto essersi piazzato al 16° posto nella classifica degli incassi del fine settimana con oltre 27mila euro. Realizzati, peraltro, in un'unica e solitaria sala.
Un film che è uscito in Italia il 23 gennaio.
Del 1998.

S'intitola Punto di non ritorno, è uno dei primi successi del Paul W.S. Anderson che poi ha dato il via alla saga di Resident Evil, e che sta per tornare nelle sale con un film (nuovo) sui Tre Moschettieri (quelli vecchi).

"Embe'?", direte voi.
Eh, non so. Mi colpisce però.
In quante sale uscirebbe, oggi, un film come quello?
Che incasso farebbe? Assai di meno? E perché?

Lo so, forse non ho niente di meglio a cui pensare.
Però, alla fine, il fatto è che la gente al cinema ci va.
E tante studiatissime e martellanti strategie di marketing crollano di fronte a pur episodici exploit di questo genere.

Ma la vera domanda è:
I Tre Moschettieri andrà meglio o peggio di Punto di non ritorno?

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Intervallo #8 - aka è finita pure questa

by Federico Gironi 10. settembre 2011 17:30

Venezia 68 - La sigla (da cambiare)

 

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Leoni, ciò

by Federico Gironi 10. settembre 2011 15:58

E va bene.
Cedo anche io allo sport preferito di queste ore.

I miei leoni però non sono né d'oro né d'argento, sono più come quello che sta qui a fianco.
Omaggio ai veneziani Pitura Freska.

Che poi, una volta, qualcuno mi dovrà spiegare per bene come mai Venezia è così intrisa di reggae e cultura rasta.

Vabbe'.

Ecco i premi, come potrebbero essere se fissassi su carta per un attimo dei pensieri che cambiano sempre.

Miglior film: Faust
Gran Premio della Giuria: Tinker, Tailor, Soldier, Spy

O viceversa. No, forse no.
E poi:

Miglior Regia: Steve McQueen (Shame) e Roman Polanski (Carnage)
Miglior attore: Gary Oldman (Tinker, Tailor, Soldier, Spy)
Miglior attrice: Carey Mulligan (Shame)
Miglior sceneggiatura: Todd Solondz (Dark Horse)
Miglior attore emergente: Shannon Beer (Wuthering Heights)
Miglior opera prima: Missione di pace

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Things I Learned in Venice

by Federico Gironi 10. settembre 2011 10:39

Ecco una lista (in costante aggiornamento e in ordine sparso) delle cose imparate durante questa 68esima edizione del Festival di Venezia.

- Claudia Pandolfi è stonata

- La gente non si è accorta del cammeo di Polanski

- Gary Oldman piace ancora alle donne

- Filippo Timi si scusa se ti urta (in senso fisico, non al cinema)

- Gossip batte cinema 2-0

- Un barista veneziano a Roma non durerebbe 10 minuti

- Quando corre Michael Fassbender fa lo skip all'indietro

- Gwyneth Paltrow è antipatica (nota personale: unsubscribe Goop)

- Qualche speranza per il cinema italiano c'è, se gli alieni sono Gipi e Lagi

- Anche a Taiwan conoscono Braveheart

- Certi registi son troppo permalosi

- A volte la fatica (della visione) viene ricompensata

- Amir Naderi mi guarda male senza motivo

- Cime tempestose è uno dei "libri preferiti di Bella e Edward"

- Steve McQueen indossa magliettine coloratissime

- Garrel è applaudito da quelli vestiti bene

- La cinefilia NON è masochismo

- Ryan Gosling sa portare la gondola

- Cenare con Tatti Sanguineti è divertentissimo

- Quelli del Kino si danno da fare

- Malamocco è assai carina

- Madonna vuole la botte piena e la moglie ubriaca

- I sacchetti coi panini insospettiscono più degli zaini

 

 

 

 

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Intervallo #7

by Federico Gironi 10. settembre 2011 10:36

Venezia 68 - Nomi celebri di casa al Lido

Intervallo by federicogironi

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Il rito dello spritz

by Federico Gironi 7. settembre 2011 18:29

Al Festival di Venezia esiste un rito al quale nessuno si può sottrarre: lo spritz.

Originario di questi lidi (scusate il gioco di parole), lo spritz è un aperitivo di cui potete leggere qui, in caso di bisogno, e che oramai si è diffuso in buona parte dell'Italia.
Però a Venezia è un'altra cosa.
Al Festival, ancora di più.
Arrivata una certa ora, non c'è bar che non venga assaltato, non c'è comitiva di appassionati o giornalisti che non perda almeno qualche elemento per via della bevanda, non c'è momento di relax che non venga tinto dal rosso del Campari o dall'arancio dell'Aperol.

È davanti agli spritz, che si consumano i momenti più significativi del festival, che si creano correnti di pensiero e allenze, che si fratturano rapporti e amicizie per un film, che si fanno riflessioni e si chiedono interviste.
Che ci si riposa e si placano i fervori e gli animi.

Pare che stamane, per dire alla Comencini dell'accoglienza avuta dal suo film, le abbiano prima portato uno spritz.
Se abbia funzionato o meno, non ve lo so dire.
Ora vado. Mi aspettano.
Per uno spritz.

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Intervallo #6

by Federico Gironi 7. settembre 2011 18:26

Venezia 68 - Imbarcadero dell'Excelsior

Intervallo by federicogironi

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Cronaca Vera

by Federico Gironi 4. settembre 2011 18:42

Ora.
Io ricevo legittimi commenti di fan risentiti che accusano di totalifascimo (sic) della critica una mia accesa recensione del film di un senescente regista francese.
E va bene.

Però allora mi chiedo che accuse andrebbero fatte ad un sistema informativo che, facendo cronaca di un Festival come questo, si esalta parlando della misteriosa nuova giovane accompagnatrice di un solitamente schivo regista italiano.
O, se il sobbollimenti che ho percepito per tutto il giorno si confermeranno in vie ancor più ufficiali, delle dimensioni del sesso di un aitante e talentuoso attore anglo-tedesco.

Secondo me c'è qualcosa che non quadra.
Specie se ad appassionarsi a queste faccende sono alcuni degli autoproclamati giovani turchi che dovrebbero rivoluzionare il mondo di questo lavoro. E che invece usano gli stessi toni e le stesse armi di storiche e importanti testate che stanno facendo male il loro lavoro.

Però capisco sia più facile, e si risulti più divertenti.

Io invece sono noioso.
Non come certi film visti finora, però.
E sono anche antipatico.
Non come molti ristoratori del Lido, però.

E io ho sempre più fame.
E sono senza vergogna.
Steve McQueen, invitami a cena.
Non hai portato Carey Mulligan, prendi me.

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Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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