La grande abbuffata

by Federico Gironi 28. luglio 2011 14:20

Oggi c'è stata la conferenza stampa di presentazione del programma di Venezia 2011.
Come ogni anno da dieci anni a questa parte, tranne quelli in cui non ero a Roma, sono andato.
Dovere professionale, certo. Ma non solo.
Trovo queste grandi occasioni cinematografico-giornalistiche dei territori di esplorazione antropologica davvero inimitabili.
E poi, questa conferenza veneziana, è immutabile nel tempo.

Il tutto si svolge regolarmente e invariabilmente così:
Si arriva nella grande hall di un grande albergo romano, dove ci si scambiano convenevoli, saluti e materiali di lavoro: quelli che gli uffici stampa dei vari film consegnano a mano agli addetti ai lavori. Ma soprattutto si fanno un sacco di pubbliche relazioni, non sempre improntate al massimo della sincerità.

Poi si assiste alla conferenza stampa vera e propria, nel complesso quasi sempre piuttosto inutile, con Presidente della Biennale cui sono affidate le formalità organizzativo-burocratiche e il Direttore della Mostra che parla in maniera obliqua di un programma noto da almeno un'oretta.
Dato che all'arrivo nella hall consegnano la cartellina con l'elenco completo dei film e molto altro.
Poche e quasi sempre provenieniti dagli stessi giornalisti le domande di rito, un po' standardizzate, e molte le impazienze, non solo per via delle lungaggini degli oratori.

Perché alla fine, quello che si aspetta davvero è il grande buffet che chiude l'evento.
Le porte delle due grandi sale allestite per rifocillare i poveri giornalisti, gli stravolti uffici stampa, i disperati produttori, gli esausti distributori e i sempre presenti VIP accorsi a presenziare, vengono presidiate fin dal primissimo mattino, custodite gelosamente dagli addetti dell'hotel che vogliono scongiurare assalti prematuri.
E già mentre parlano Presidenti e Direttori si formano file e capannelli per assicurarsi le pietanze più calde nei tempi più rapidi.
Quando le porte, finalmente, si aprono, ecco che la festa comincia davvero. 

C'è chi sostiene che la qualità del rinfresco sia spesso indicativa di quella della Mostra a venire.
Quest'anno non dovrebbe andarci male, allora.

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Feeling Lucky

by Federico Gironi 27. luglio 2011 11:25

Tra quelli che fanno (più o meno) il mio mestiere, è un continuo.
Chi va a cena con quel regista, chi ha passato una sera al pub con quell'attrice, chi gioca a calcetto con il talento emergente.
Capita pure che alcuni riescano a fare le comparse sul set del nuovo film di Woody Allen.
Io invece no. A me queste cose non capitano mai.
Sarà perché non me le cerco, che non m'interessano molto.
Sarà che hanno ragione quelli che dicono che sono snob e spocchioso.

Sarà come sarà, ma io di aneddoti che coinvolgono nomi più o meno celebri del mondo del cinema non ne ho molti da raccontare.
Anzi, ne ho davvero pochissimi.
Però ricordo sempre con piacere un'edizione del Ravenna Nightmare Film Fest nel corso della quale, con alcuni amici (tra i quali il signore che scrive qui e l'allegra brigata del Nocturno di allora), abbiamo trascorso giornate cinefile e serate alcooliche con Lucky McKee.

Ora, vi prego. Non dite: "e chi è 'sto Lucky McKee?".
Perché almeno May (il film che presentava a Ravenna quell'anno, nel 2004) lo DOVETE conoscere. E se non lo conoscete, correte ai ripari. Subito.
Fatto? Bene. Dicevamo: ci siamo molto divertiti, quell'anno a Ravenna, con Lucky McKee.
E con suo padre e con la sua fidanzata: dei tre non so bene chi bevesse di più.
Credo il padre.
Ma il punto non è questo. Non è che ora mi debba mettere a raccontare quelle storie ravvennati, non è proprio il caso.
Parliamo invece di Lucky McKee.

Dopo May, McKee ha diretto un film intitolato The Woods (vagamente ispirato a Suspiria), un paio di episodi per i Masters of Horror e l'adattamento di un romanzo di Jack Ketchum intitolato Red. Che ha avuto una storia piuttosto travagliata, dato che è stato in parte rigirato da un altro regista, il norvegese Trygve Allister Diesen, e alla fine accreditato ad entrambi.
Insomma, dopo May, niente di particolarmemente memorabile.

Ma al Sundance di quest'anno, invece, ecco che il nome di Lucky McKee è tornato a circolare con insistenza.
Perché al festival "di Redford", il nostro Lucky ha presentato un altro film ispirato dalla letteratura di Ketchum, intitolato The Woman.
Come prevedibile, considerati gli stili dello scrittore e del regista, The Woman è piuttosto tosto. Racconta di uno sceriffo di una piccola cittadine del Maine che un giorno trova una donna "selvaggia" nei boschi e la conduce a casa per cercare di "addomesticarla" e "civilizzarla". Solo che i metodi suoi e della sua famiglia diverranno progressimanete sempre più violenti e disturbanti.
Beh, le reazioni al film sono state fortissime. In positivo come in negativo.
Una donna pare sia svenuta in sala, un altro tizio è uscito e, come potete vedere in questo video, ha bollato il film come orrendo e pornografico, sostenendo che sarebbe stato necessario bruciare i negativi e non mostrarlo mai più a nessuno.
Insomma, dire che la presentazione di The Woman è stata controversa è piuttosto eufemistico.

Alla fine comunque il film non l'hanno bruciato.
In questi giorni è in programma al Festival di Melbourne, e circola online il primo trailer.
Che non è niente male e che quindi vi propongo.
Attenti alle dita.

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Superclassifica Show

by Federico Gironi 22. luglio 2011 14:25

Lo so.
Lo so da solo, non sprecate tempo e fatica a rimarcarlo.
Lo so che le classifiche sono l'ultima risorsa di ogni blogger svogliato e sfaticato.
Io le odio, le classifiche.

Però cercate anche voi di capire: è estate, fa caldo, la fatica dell'anno sulle spalle, la penuria di notizie e di uscite, l'abulia, le distrazioni.
Abbiate un po' di comprensione.

Se poi invece vi interessa, potete anche dire la vostra.
Io, nel frattempo, cerco di sfuggire all'horror vacui di queste pagine con un elenco dei 10 film da ricordare della stagione appena trascorsa. Tra quelli usciti in sala.
In ordine rigorosamente sparso:

Scott Pilgrim vs. the World
The Social Network
Non lasciarmi
The Tree of Life
Habemus Papam
Bronson
American Life
L'illusionista
Senna
Somewhere

Se poi questa fosse una top 20, come ovviamente non è, aggiungerei:

I guardiani del destino
Il grinta
Venere nera
I ragazzi stanno bene
Easy Girl
Burke & Hare
The Town
The Ward
Una vita tranquilla
Adele e l'enigma del faraone

Ma era una top 10.
Credo.

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Maccosa?

by Federico Gironi 15. luglio 2011 10:47

Uno dei miei film preferiti dell'immenso John Carpenter, nonché uno dei miei film del cuore, è La cosa.
E non solo per la storia dei film polari di cui vi ho parlato un bel po' di tempo fa.
E' che La cosa è proprio bello.

Ora sta per arrivarne un remake.
Non proprio un remake. Un prequel. Non solo. Un rebooting. Tutte quelle cose lì.
Fatto sta che La cosa sta per tornare.
Anche il titolo è lo stesso: The Thing.

Ora.
Già sono partiti i primi brontolii...
"Ah, ma no, ma un remake, ma perché, farà schifo, ma che bisogno c'è, ma rifanno tutto, ma l'originale qui, l'originale lì..."
L'originale piace un sacco anche a me, l'ho detto prima.
E, guarda caso, anche l'originale era il remake di un altro gran bel film: La cosa da un altro mondo.
Che da bambino chiamavo il film del Carotone Gigante. Ma questo non c'entra.
C'entra che con questo fatto dell'intoccabilità a volte si esagera.
Magari questo nuovo film farà schifo, ma pace. Una cosa è il timore, un'altra l'ansia preventiva.

Poi, in realtà, qualche ragione per essere ottimosti c'è anche.
Innanzi tutto protagonisti del film sono uno bravo come Joel Edgerton e Mary Elizabeth Winstead, che dopo essere stata Ramona Flowers per me è un idolo assoluto.
E poi il trailer non è affatto male. Cita anche l'originale dell'originale.
Io vi inviterei a dargli una bella occhiata.
E se proprio proprio vi prendono scompensi carpenteriani, riguardatevi il film con Kurt Russell o leggetevi questo.

<a href='http://movies.msn.com/movies/movie-trailers/#/video/f749b83d-e1d0-4983-a918-a9c3914b03c0' target='_new' title='&#39;The Thing&#39; Movie Trailer' >Video: &#39;The Thing&#39; Movie Trailer</a>


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Monkey Business

by Federico Gironi 7. luglio 2011 13:37

Di questo Rise of the Planet of the Apes (aka: L'alba del pianeta delle scimmie) si parla da tempo.
Perché pare che la sceneggiatura da cui si è partiti (scritta da Rick Jaffa e rielaborata da Amanda Silver) non fosse affatto male, e che il regista Rupert Wyatt abbia fatto un buon lavoro.
A testimoniarlo c'è un (bel) trailer che sta spopolando e che potete vedere o rivedere qui.

Poi certo, i trailer contano quello che contano, non ci sono dubbi.
E per vedere come sarà davvero il film bisognerà aspettare la fine di settembre, quando debutterà nei nostri cinema.

Ma in realtà non è esattamente di questo, che volevo parlare.
Perché, curiosamente, in parallelo con i trailer del film di Wyatt, online circola da tempo anche quello di un altro film che ha protagonista una scimmia, che parla delle le sue capacità intelletive, del suo adattarsi al mondo degli umani, del discrimine sottile e profondo tra le due razze.
E' però un film molto diverso dal blockbuster della Fox.
Per molti motivi: il più evidente dei quali è che si tratta di un documentario.

S'intitola Project Nim, e racconta la storia di uno scimpanzè. Chiamato, appunto, Nim.
All'inizio degli anni Settanta Nim fu protagonista di un rivoluzionario esperimento scientifico mirato a mostrare come una scimmia potesse imparare a comunicare con un linguaggio comune agli umani se cresciuto come fosse un bambino e non un animale.
Nim fu quindi "adottato", appena nato, da una giovane studentessa di psicologia che aveva già tre figli, e che lo crebbe come fosse un quarto.
L'esperimento fu affascinante e controverso, la sua portata scientifica ugualmente importante alle questioni emotive, morali e filosofiche che inevitabilmente sarebbe andato a toccare.
E il film in questione cerca proprio di esplorare questa complessità nella maniera più ampia.

Il tema è molto interessante, e a rendere il tutto ancor più degno d'attenzione è il fatto che a dirigere Project Nim c'è quel James Marsh che ha lasciato mezzo mondo a bocca aperta con un film straordinario come Man on Wire.
Ecco, non so come, ma sento quasi che Project Nim e Rise of the Planet of the Apes siano due opere diversissime ma complementari.
Perlomeno nella migliore delle ipotesi.

Altrimenti, rimaniamo col documentario, che è meglio.

 

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Sere d'estate

by Federico Gironi 7. luglio 2011 10:27

Eravamo rimasti che era estate, l'ultima volta che ci siamo sentiti.
Il caldo, il ponentino, le arene, le serate all'aperto.
Vi ricordate?
Beh, ripartiamo da lì.

Le sere d'estate hanno sempre qualcosa di speciale, ancora di più quando sei un ragazzino.
Sarà l'atmosfera, il caldo, la sensazione di libertà, l'assenza di impegni, il fiorire dei desideri.

Quanti film abbiamo visto, specie americani, che raccontano le piccole e grandi vicende di bambini o ragazzi che trascorrono sere insieme, inventandosi avventure o scoprendo sé stessi e gli altri?
Super 8, che ho visto ieri e di cui parleremo altrove, in fondo racconta (anche) di quello. E mi viene in mente Dazed and Confused di Richard Linklater, e mi vengono in mente tante storie e atmosfere kinghiane, da It in avanti (tra parentesi molto citate nel film di Abrams).

Insomma, le sere d'estate, trascorse tra amici nella suburbia, tra corse in bicicletta e bagni nei fiumi o nei laghi, sono il perfetto setting individuato da tanto cinema e tanta letteratura per quelle storie che si definiscono "coming of age".
Genere che mi è particolarmente caro.

In tempi relativamente recenti sono state due le storie di coming of age viste al cinema che mi hanno colpito di più.
La prima è quel Scenes from the Suburbs nato dalla collaborazione tra Spike Jonze e gli Arcade Fire di cui abbiamo già parlato e che già da qualche giorno è possibile vedere integralmente e gratuitamente su Mubi.
Il secondo è un film passato in concorso al Torino Film Fest del 2010, caldamente consigliatomi da un amico selezionatore, intitolato The Myth of the American Sleepover.
Ai tempi ne scrissi così.

Ora, di questo piccolo grande film scritto e diretto dall'esordiente David Robert Mitchell, è arrivato online un bel trailer.
Nella speranza che prima o poi possiate vedere tutto il film, dategli un'occhiata.
Magari fatelo quando già è un po' buio, davanti a una finestra aperta che faccia entrare l'aria e i suoni della sera.
Magari sorseggiando una birra fresca appena stappata e ripensando alle vostre estati da ragazzi, a come eravate, a come siete.
A come saremo.

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Un blog di Federico Gironi

“Its origin and purpose are still a total mystery.”


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