Un crowdfunding per un film su Un indovino mi disse di Terzani

by Mauro Donzelli 18. giugno 2013 09:29

Ho fatto la mia conoscenza, come lettore, con Tiziano Terzani attraverso uno di quei incontri casuali che si fanno in libreria. Un incontro un po' a senso unico visto che sei tu che vieni catturato, spesso per i motivi più misteriosi, magari pura empatia sensoriale, da un oggetto non più inanimato, da qualche parola letta sulla quarta di copertina, o semplicemente da una foto curiosa dell'autore. Non ricordo bene l'anno, ma Un indovino mi disse aveva tutti gli ingredienti per attirarmi: un corrispondente fiorentino, che scriveva da decenni per un settimanale tedesco, che aveva conosciuto guerre, rivoluzioni ed eventi che normalmente noi abbiamo letto solo sui giornali o nei libri di storia. Un giornalista fuori dal (nostro) tempo, ormai. Uscito più dalle pagine di Graham Greene o Somerset Maugham che dalla realtà. 

Il punto di partenza era molto seducente. La frenetica vita di un inviato che si prendeva un anno di pausa, ricordando una profezia fattagli anni prima da un indovino, che gli aveva profetizzato che in quell'anno specifico sarebbe morto di incidente aereo. Un momento quindi per riprendersi il lusso del tempo, del trasporto via terra, per continuare a girare quel mondo affascinante, ma con ritmi diversi. Già si intuiva l'inizio di un percorso di ricerca di una spiritualità nuova, che poi sarà esplicitato sempre più nei suoi libri successivi. All'inizio erano i suoi libri più "rigorosi", da inviato di guerra, ad interessarmi. Poi, però, insieme a molti altri lettori che si sono sempre più innamorati del suo carisma oltre che della sua penna, mi sono fatto conquistare anche dai suoi ultimi lavori, in cui raccontava la sua svolta spirituale legandola alla sua malattia che poi lo porterà alla morte.

L'ultima intervista a Tiziano Terzani l'ha realizzata Mario Zanot nel toccante Anam il senzanome. Un vero testamento di vita di chi non voleva assolutamente essere preso per una specie di santone, ma che ha spinto molta gente alla ricerca di uno stile di vita diverso, coniugando la spiritualità con il rifiuto dell'omologazione.

Zanot è ora impegnato nella preparazione di un film tratto proprio da Un indovino mi disse e per finanziarlo, almeno in parte, è stata lanciata una campagna web di raccolta fondi, "per essere più liberi abbiamo scelto di non appoggiarci ad una piattaforma di crowdfunding già esistente, ma di creare un nostro sito, wwww.unindovinocidisse.it, e di costituire un comitato di raccolta fondi". Zanot è un nome noto nel nostro cinema, ha appena vinto il David di Donatello ai migliori effetti digitali per Diaz.

Un'iniziativa che vi consiglio caldamente, basta andare sul sito wwww.unindovinocidisse.it e troverete tutte le istruzioni per diventare in prima persona produttori e contribuire alla realizzazione di questo film. Tante persone stanno rispondendo in tutta Italia a questa "chiamata alle arti", così l'hanno brillantemente chiamata gli organizzatori. Vi ricordo, poi, che parte degli incassi del film verrano devoluti all'ospedale di Lashkar-gah, in Afghanistan, intitolato proprio a Tiziano Terzani.

Qui sotto Mario Zanot parla del progetto e subito dopo lo stesso Terzani parla di Un indovino mi disse





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Box Office - L'Italia non è un paese per Trekker

by Mauro Donzelli 16. giugno 2013 10:25

Non c'è niente da fare. Da noi Star Trek non è un fenomeno come in molti altri paesi.
D'accordo, sta esordendo in testa, ma con cifre che non si giustificano solo con l'arrivo del caldo estivo. Confermano piuttosto come siamo un paese di tiepidi trekkisti piuttosto disinteressato alla fantascienza. Anche il primo reboot di Abrams era andato maluccio, almeno rispetto agli altri mercati di riferimento, con solo 2,2 milioni di euro. Come dire, meno di un pur valente Viva la libertà. Into Darkness partirà un po' meglio, diciamo 1,1 o 1,2 milioni contro gli 850 mila del primo, ma rimaniamo su cifre contenute.

Tutto il fine settimana regala medie fiacche, dopo i 718 euro a sala del primo posto siamo alla mediocrità vera, tutti sotto i 570 euro. Ma era preventivabile, così come il risultato mediocre di Monsters & Co 3D dimostra che ci sia molta più voglia di rivedersi un classico in 2D che spendere soldi per una dimensione in più, spesso inutile.

Per il fine settimana completo, come di consueto, appuntamento su comingsoon.it domani mattina. Sotto la classifica degli incassi di ieri (e totali). Dati Cinetel 

    1. Into Darkness Star Trek 284.964 (totale 790.868) media schermo 718 euro
    2. After Earth 228.703 (2.934.765) 570
    3. Una notte da leoni 3 206.719 (11.485.802) 503 
    4. La grande bellezza 89.914 (5.660.648) 353
    5. Fast & Furious 6 66.553 (12.562.858) 352
    6. Hates House at the end of the Street 39.955 (77.666) 196
    7. Niente può fermarci 31.612 (69.396) 208
    8. Monsters & Co 3D 30.946 (57.370) 141
    9. Il grande Gatsby 28.364 (7.138.186) 284
    10. Il fondamentalista riluttante 27.167 (47.686) 344
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La Vie d'Abdel

by Mauro Donzelli 15. giugno 2013 20:44

Nei giorni scorsi è stato presentato a Milano La Vie d'Adèle, Palma d'oro allo scorso Festival di Cannes, mentre domenica anche i romani avranno la possibilità di vederlo. Inutile dire quanto già detto altrove, cioè che il film a mio avviso è un capolavoro, vorrei qui piuttosto parlare di come da quella presentazione trionfale sulla Croisette il regista di quel film, Abdel Kechiche, sia al centro di un confronto piuttosto violento in Francia.

Va detto che da tempo, al regista de La schivata, si rimprovera un carattere non proprio conciliante o comunicativo. Si ricorda la sua rumorosa delusione per non aver vinto il Leone d'oro a Venezia per l'ottimo Cous Cous. Ma soprattutto se parlate con chi fa cinema in Francia, soprattutto i tecnici, potete star certi che il buon Abdel, di origine tunisina, ma cresciuto a Nizza, si è fatto un mucchio di nemici.

La sua fama di autore rigoroso, che gira ore e ore di materiale, che pretende l'impossibile dalle sue attrici, si è complicata quando si è arrivati ad accusarlo di far lavorare tutti la domenica, anche molte volte di seguito, e fin qui ci sarebbe da ridire solo fino ad un certo punto; il problema è che non avrebbe l'abitudine di pagare i propri tecnici che lavorano in straordinario continuato e che tende a dare di matto se qualcuno se ne lamenta. 

Voi direte: un regista può permettersi di portare avanti un film in questo modo?
La questione è che Adbel, formatosi alla scuola di uno degli storici produttori europei, Claude Berri, scomparso di recente e ricordato commosso a Cannes dallo stesso Kechiche, è ormai impegnato in prima persona anche come produttore dei suoi film. In Francia i sindacati, anche nel cinema, hanno ancora molta voce in capitolo e questa cosa piace sempre meno.
Mi sembra, però, che si tenda a confondere due piani molto diversi: da una parte il brutto carattere di un artista spietato che fa di tutto, anche derogando dalle buone maniere, per ottenere il meglio dalla propria opera; dall'altra, invece, il produttore (e regista) che sfrutta i propri lavoratori non pagandoli.
Insomma, di autori bizzosi è piena la storia del cinema, di produttori che non pagano anche... ma il giudizio su di loro è ben diverso.

Giudizio che è diviso fra la stampa e la critica francese, per lo più interessata, legittimamente, allo spessore dell'artista, e alla grandeur di un francese che realizza eccellenti film. E' il caso del settimanale Les inrockuptibles, tuttologo e molto di sinistra, che si schiera alla grande dalla parte di Kechiche, derubricandolo ad artista "che di scorda di rispondere grazie" e sottolinea come il regista debba lottare con tutte le sue forze per il "suo" film, la concretizzazione della "sua" opera d'arte, mentre i tecnici vengono ritratti un po' come dei mercenari, "che qualsiasi cosa accada incastrano un altro set subito dopo", mentre il regista deve aspettare almeno tre anni. "Kechiche preferisce circondarsi dei suoi fedeli e di esordienti devoti alla causa? Diamine, viste le sue ambizioni, sarebbe folle se non lo facesse!"

Non è casuale che in queste settimane dovrebbe concretizzarsi una trattativa durissima, che dura da molto tempo, per il rinnovo del contratto dei lavoratori del cinema e quale migliore obiettivo del film francese che ha trionfato proprio a Cannes, la vetrina del cinema mondiale?
Il sindacato ne ha sicuramente approfittato per sobillare un piccolo moto anti Kechiche, seguito da molti suoi aderenti e da qualche giornale (come l'autorevole Le Monde). Per quanto mi riguarda ho cercato di sintetizzare un aspetto, un po' per addetti ai lavori, ma di cui molto si parla in questi giorni in Francia. A proposito, molti parlano di crisi di quella cinematografia. Detto fra noi, saremmo tutti molto contenti se fossimo anche in Italia a quei livelli di crisi...

In chiusura di post, chi di voi può vada assolutamente domenica alle 17.30 e 20.45 al cinema Quattro Fontane di Roma a vedere quel gioiello di La vié d'Adele, in attesa di vederlo nelle sale italiane ad ottobre. Chi, invece, lo ha già visto a Milano potrebbe dirmi la sua opinione nei commenti



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Box Office - I leoni notturni e la famiglia Smith in lotta contro il (bel) tempo

by Mauro Donzelli 9. giugno 2013 09:07

Come facilmente prevedibile il primo sabato di bel tempo o quasi rallenta, ma non ferma, la corsa del box office italiano. Considerando la disgraziata estate scorsa, i tanti film di richiamo previsti in questo giugno e luglio porteranno sicuramente la situazione annuale (2013 vs 2012) in positivo. Viste le previsioni di oggi, di nuovo tendenti al brutto, si può prevedere una domenica con le sale di nuovo piene.

Una notte da leoni 3, insieme a Fast & Furious 6 il vero vincitore di queste settimane, perde nella giornata di ieri ben i due terzi dell'incasso di sette giorni fa, ma era impossibile tenere quei ritmi e si può accontentare di una media più che discreta e dei 10 milioni di euro di incasso che verranno superati oggi.

Non eccellente, in linea con il resto del mondo, l'esordio di Will e Jaden Smith con After Earth. Hanno appena superato il milione di incasso e potrebbero chiudere il fine settimana a 1,7.

Sorpasso rispetto alla scorsa settimana per La grande bellezza che si posiziona al terzo posto, ma con medie in drastico calo, mentre subito dopo fa ancora peggio Fast & Furious 6 che sembra aver ormai esaurito il suo slancio e perde il 70% rispetto a sabato scorso con meno di 200 mila euro e un totale vicino ai 12.

Tutto il resto è fiacco, ma veramente.
Non si salvano le nuove entrate Voices, The Bay, Paulette e (purtroppo) Holy Motors che navigano a vista con medie molto basse. 

Per il fine settimana completo, come di consueto, appuntamento su comingsoon.it domani mattina. Sotto la classifica degli incassi di ieri (e totali). Dati Cinetel 

    1. Una notte da leoni 3 643.092 (totale 9.525.404 euro) media schermo 1.241 euro
    2. After Earth 540.545 (1.016.028) 1.309
    3. La grande bellezza 216.125 (4.985.037) 608 
    4. Fast & Furious 6 192.872 (11.956.525) 557
    5. Il grande Gatsby 85.160 (6.886.988) 400
    6. Quando meno te lo aspetti 52.539 (87.594) 682
    7. Epic 52.426 (2.192.420) 197
    8. The Bay 40.796 (76.644) 247
    9. Voices 40.511 (68.755) 203
    10. Tutti pazzi per Rose 32.867 (271.500) 450

 

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La video recensione di After Earth, la staffetta in casa Smith

by Mauro Donzelli 7. giugno 2013 19:04

Fra le uscite di questo fine settimana la più importante è sicuramente After Earth, il ritorno alla fantascienza di Will Smith, che nonostante alcuni passi incerti recenti rimane una delle vere star globali di Hollywood. Per di più il film riunisce la famiglia, vista che torna a lavorare con il figlio Jaden, che nel frattempo è cresciuto, è diventato un teenager, tanto che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio passaggio di testimone generazionale.

In vista di puro shooter, regista su commissione, quello che una volta era uno dei pupilli del cinema americano, capace di ottenere budget importanti, ma anche la libertà di dirigere storie personali, con un tocco d'autore. Parlo di M. Night Shyamalan, di cui ho amato profondamente The Village, Unbreakable, Signs, oltre ovviamente a quel Sesto senso che ha sconquassato l'industria del cinema americano a fine anni '90.
Qui per la prima volta non è impegnato anche come sceneggiatore. Come è venuto fuori questo esperimento, questo After Earth?
Qui sotto il mio parere in una video recensione. Chi di voi l'ha visto? Che ne pensate?

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Un commento sul Palmares di Cannes 2013

by Mauro Donzelli 26. maggio 2013 20:11

Bravò.

Applausi, veramente, per la giuria di quest'anno, presieduta da Steven Spielberg.
In una delle migliori annate recenti anche chi ha dovuto giudicare se l'è cavata più che bene. Certo è impossibile che non ci siano recriminazioni o scontenti, ma in questa edizione hanno veramente compiuto quasi tutte le scelte più condivisibili. Le trovate qui.

A partire dall'idea di premiare l'unico vero capolavoro, La vie d'Adéle, chiedendo però di riconoscere ufficialmente, oltre al regista, anche le due straordinarie protagoniste, che sono autrici tanto quanto Kechiche.

L'unica scelta che trovo totalmente sbagliata è quella di premiare Amat Escalante come miglior regista. Non amo particolarmente la "nuova onda" di cinema messicano, con capostipite quel Carlos Reygadas di cui Escalante è stato aiuto. A quel punto avrei dato il premio per la sceneggiatura a Le Passé che ha proprio nella struttura narrativa e nei dialoghi il suo punto di forza. Per la regia avrei piuttosto scelto Jia Zhangke tutta la vita, ma si sa, parliamo di giudizi soggettivi.

Per gli interpreti, assodata l'impossibilità di premiare Lea e Adéle (come le ha chiamate Spielberg) per un film già Palma d'oro avrei forse scelto Marion Cotillard, più che la pur brava Berenice Bejo. Stesso discorso per Oscar Isaac nel film dei Coen: piuttosto che Bruce Dern, non la cosa migliore del bel film di Payne, avrei scelto un Servillo o Douglas/Damon in Behind the Candelabra.

Ma si sa. Le giurie scelgono i film e poi riempiono le caselle dei premi, non il contrario. Difficile quindi che si scelga un attore in un film che non è fra i più amati, e mi sembra anche giusto.

In conclusione dico che secondo me La grande bellezza non meritava un premio, che molti altri film erano superiori, ma trovo anche sciocche le consuete polemiche già roventi in Italia (portate avanti da un sito che vive di questo): da una parte alcuni critici che hanno stroncato il film di Sorrentino, dall'altra il regista stesso. Se non indossiamo casacche e non ci schieriamo in bande non siamo proprio contenti, noi italiani. Mi limiterei a dire che abbiamo un eccellente regista e che la critica dovrebbe essere libera di criticarlo, senza pregiudizi né eccezioni di italianità, quando il giudizio personale spinge in quella direzione. Detto questo, ce ne fossero di registi come Sorrentino, e passare dal dire che ha realizzato un film imperfetto a stroncarlo del tutto mi sembra ce ne corra un bel po'.

In chiusura viva la Palma d'oro, che ha regalato un momento di sincera commozione in una serata di premiazione agile ed efficace come al solito, ma anche priva di picchi emotivi.

Da Cannes è tutto, vi saluto, mi vado a mangiare una cosa. A la prochaine.

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Box Office - Fast & Furious 6 mette il turbo e non ce n'è per nessuno

by Mauro Donzelli 26. maggio 2013 11:18

L'eccellente risultato del nuovo Fast & Furious, in tutto il mondo, mi fa pensare ad una considerazione che porto avanti da alcuni anni: manca l'action puro, quel cinema spensierato pop corn che Hollywood negli anni '80 e '90 regalava a decine, mentre ora è quasi sparito. Un genere perfetto per gli ultimi giorni di scuola, con i teenager che vanno volentieri a vedere donne e motori.
Una promozione aggressiva e profonda nel tempo ha aiutato la serie a migliorare i numeri dell'ultimo capitolo. Ieri ha incassato 1,9 milioni, con una media/schermo sbalorditiva, per un totale arrivato a 3.930.000. Cioè il 40% in più rispetto al capitolo precedente.

Numeri che fanno sperare in risultati estivi al botteghino molto migliori rispetto al disgraziato scorso anno. Basti pensare ai titoli che arriveranno nelle prossime settimane, tra cui: Una notte da leoni 3 (partito maluccio in USA), After Earth, Into Darkness, L'uomo d'acciaio, World War Z, The Lone Ranger, Pacific Rim, R.I.P.D., Pain and Gain, Wolverine l'immortale.

In seconda posizione mi stupisce positivamente La grande bellezza, che con un'ottima media per schermo sfrutta in pieno l'esposizione mediatica legata alla presentazione a Cannes, spera in un premio per rilanciare, confermando la folle scelta fatta in passato da Reality e This Must be the Place, che uscirono in autunno. Nel fine settimana potrebbe superare i 2,5 milioni. Niente male davvero!

Tiene piuttosto bene anche Il grande Gatsby, con 1020 euro a schermo. Dovrebbe raggiungere domani mattina un incasso totale di cinque milioni e mezzo. Altra nuova entrata Epic, solo discreto. Dal quinto posto di Iron Man 3 in giù i risultati sono molto più fiacchi e ben distanti dai primi posti. Sembra, infine, non aver tratto particolare giovamento Miele di Valeria Golino dalla presentazione a Cannes.

Per il fine settimana completo, come di consueto, appuntamento su comingsoon.it domani mattina. Sotto la classifica degli incassi di ieri (e totali). Dati Cinetel 

    1. Fast & Furious 6 1.899.859 euro (totale 5.565.471 euro) media schermo 3.264 euro
    2. La grande bellezza 719.292 (1.592.102) 1.812
    3. Il grande Gatsby 605.737 (4.888.945) 1.020
    4. Epic 512.665 (689.649) 927
    5. Iron Man 3 87.047 (15.758.802) 515
    6. La casa 74.557 (1.445.556) 521
    7. Hansel & Gretel 38.864 (2.623.387) 468
    8. Viaggio sola 34.444 (1.558.578) 538
    9. Effetti collaterali 34.303 (1.641.130) 562
    10. No - i giorni dell'arcobaleno 26.926 (282.294) 598
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La fine di un sogno: lo stacchetto Fox ora fa birubiru

by Mauro Donzelli 10. maggio 2013 19:52

Ora io dico. Già sono sono poche le certezze della vita, del cinema poi, non ne parliamo.
Sono sparite le bomboniere, anche se è riapparso a tradimento l'intervallo. Ora abbiamo le mani pulite, ma lo stomaco vuoto.
Rimaneva il papparapa...pappapappapapapparapaaa della Fox, della buona, vecchia, anacronisticamente vintage 20th Century Fox. Se non avete colto la purezza del jingle dalla mia trascrizione, il che sarebbe incredibile, eccolo qui

Per volontà del boss Rupert Murdoch, o magari di qualcuno dei suoi figli, quello stacchetto magico è morto. Era il più bello, ha fatto sognare generazioni di cinepatici, sia che salivassero copiosamente in attesa delle scritte strabiche di Star Wars o semplicemente sognassero un giorno di poter vedere "a film by..." seguito dal proprio nome.
Ora, si diceva, tutto questo pare finito per sempre. La 20th Century Fox ora si chiamerà 21st Century Fox, e questo si sa da un po'. Ma la tragica notizia è che il nuovo stacco si è trasformato in un anonimo, minimale birubiru. Lo trovate qui sotto, io vado a piangere mettendo un vecchio dvd

21st Century Fox from 21st Century Fox on Vimeo.

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Box Office - Iron Man 3 consolida la prima posizione, Viaggio sola sempre con medie ottime

by Mauro Donzelli 5. maggio 2013 10:53

In un fine settimana pigro Iron Man 3 continua il suo percorso di successo; rallentando un po' rispetto ai record della scorsa settimana, ma assistendo all'exploit dell'uscita americana, dove dovrebbe concludere con un roboante incasso di 170 milioni di dollari in tre giorni. Qui in Italia le medie si abbassano un po', ma comunque parliamo di un film che dovrebbe chiudere stasera intorno ai 13,5 milioni.

Abbastanza buono il risultato della nuova entrata Hansel & Gretel, mentre solo discreto appare l'esordio di Effetti collaterali e dell'atteso Miele di Valeria Golino. Restando al cinema italiano continua il notevole successo di Viaggio sola, che ieri ha ottenuto la migliore media per schermo. Molto negativo, invece, il risultato de Il cecchino di Michele Placido che, poco sostenuto dalla 01 dopo l'accoglienza fredda al Festival di Roma, si affaccia in sala con medie da brividi.

Per il fine settimana completo, come di consueto, appuntamento su comingsoon.it domani mattina. Sotto la classifica degli incassi di ieri (e totali). Dati Cinetel 

    1. Iron Man 3 683.535 euro (totale 12.328.558 euro) media schermo 936 euro
    2. Hansel & Gretel 299.655 (738.280) 816
    3. Effetti collaterali 179.317 (465.252) 647
    4. Viaggio sola 120.342 (826.320) 963
    5. Attacco al potere 97.654 (3.075.327) 486
    6. Scary Movie 5 82.876 (3.063.166) 427
    7. Snitch l'infiltrato 72.027 (198.583) 375
    8. Miele 52.323 (123.758) 529
    9. Oblivion 49.929 (4.076.150) 462
    10. I Love One Direction 40.936 (40.936) 611
    11. Il cecchino 34.726 (92.422) 190
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In principio era il libro - Hitchcock

by Mauro Donzelli 2. maggio 2013 15:41

Si tende a pensare che i film traggano sempre ispirazione dalla letteratura, ma è in crescita costante il numero di adattamenti basati su saggi che prendono spunto dalla realtà, raccontando aspetti poco conosciuti o al contrario che sono entrati nella storia e relativi a grandi personaggi. E' il caso di Lincoln, di J Edgar, ma anche di Hitchcock di Sacha Gervasi, che prima di tutto è stato un appassionante saggio sulla lavorazione di Psycho scritto da Stephen Rebello.

Se mi consentite una divagazione personale ricordo che quando iniziai a lavorare a Coming Soon, nel lontano 1999, il direttore dell'epoca (e amico) Alberto Farina stava lavorando alla traduzione italiana del saggio di Rebello, con la sua consueta passione e cura estrema. All'epoca lo lessi e apprezzai non poco, anche per una passione per il grande Hitch che mi riporta indietro agli anni da ragazzino o poco meno, quando iniziai ad amare il cinema anche grazie ai suoi splendidi thriller. I miei genitori lo amavano molto e vedevano sempre i suoi film quando passavano in televisione. A me apparivano così affascinanti, in grado di passare con grazia dalla commedia sofisticata alla tensione più primordiale.

Ora quel saggio è stato ristampato da Il castoro in occasione dell'uscita del film col titolo Hitchcock l'incredibile storia di Psycho, 328 pagine, 16 euro. In una prefazione aggiunta per la nuova edizione Rebello racconta la sua emozione di trovarsi al cospetto dei tanti attori di livello che hanno realizzato il film e l'altra grande emozione, quella che fece nascere tutto, il suo incontro nel 1980 con Alfred Hitchcock in persona, che a Rebello concesse l'ultima intervista.
Per dirla con l'autore "le vivide voci del passato e del presente, i ricordi indelebili dei collaboratori del grande regista e altro ancora permeano di sé ogni paragrafo del libro che state leggendo".

Prosegue...


Un Blog Cinepatico di Mauro Donzelli 

Parole cinepatiche dal mondo del cinema. I Cinepatici nasce come programma televisivo e ora prosegue come blog. Sempre con la stessa passione un po' geek, senza dentiera, con tanta voglia di parlare di cinema

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